Rubrica settimanale: l'angolo della finanza

Fondazione Cariplo, la beneficenza nel dna



di Folco Portinari*

Con il compimento dell'85esimo compleanno, il prossimo 27 maggio, l'avvocato Giuseppe Guzzetti lascerà dopo 22 anni la presidenza della Fondazione della Cassa di Risparmio delle province lombarde, la Cariplo. Un passato quarantennale da politico alle spalle (Presidente dc della Lombardia tra il '79 e l'87) Guzzetti è una figura apicale del mondo della finanza e dell'economia, a Milano e in Italia.
Con lui alla guida, la Fondazione Cariplo nata nel 1991 con una legge che separò le banche-casse di risparmio dalle aziende di credito controllate, è diventata un colosso con un patrimonio di 7,8 miliardi, che eroga ogni anno 150 milioni (a fondo perduto) a circa mille progetti selezionati con bandi pubblici in Lombardia e nelle province di Novara e Verbano-Cuzio-Ossola. Le erogazioni possono andare a progetti presentati da fondazioni e associazioni, cooperative, imprese sociali, enti pubblici ed ecclesiastici. 
Dove trova questi soldi? Grazie a una gestione oculata del patrimonio di 7,8 miliardi appunto, incluso il 4,4% del principale asset: Intesa Sanpaolo. Ripercorrendo brevemente le tappe storiche che hanno portato alla attuale Fondazione Cariplo, si scopre che la beneficenza è nel dna di questo nome.
La Cariplo nasce come banca nel 1823 (si chiamava Cassa di risparmio di Milano), ai tempi della dominazione austriaca, e oltre all'attività del credito destina buona parte sin dall'inizio alla beneficenza.
I decenni passano, e anche i secoli. Con la legge già citata del 1991 (la legge Amato-Carli) dalla Cariplo nascono due entità: la Fondazione Cariplo, che controlla il 100% della banca Cariplo. Con il passare degli anni, quest'ultima diventa il fulcro di una serie di operazioni di acquisizione e fusione: prima con il Banco Ambrosiano (e nasce Banca Intesa), quindi con la mitica Comit di Raffaele Mattioli (sede in Piazza della Scala), quindi nel 2006 con un altro colosso, il Sanpaolo di Torino-Imi. Oggi Intesa Sanpaolo è la più grande banca italiana e, per via delle fusioni e acquisizioni successive, la Fondazione Cariplo con la quota del 4,4%  ne è il secondo azionista dopo la Compagnia di Sanpaolo (Torino). Fondazione Cariplo gestisce con la prudenza del buon padre di famiglia il patrimonio, e il patrimonio cresce ogni anno anche grazie agli utili (i dividendi) che Intesa distribuisce ai suoi azionisti, Fondazione Cariplo inclusa ovviamente.
E quella missione, iniziata 196 anni fa, di beneficienza al territorio e alle persone che vi vivono e lavorano, può continuare con successo.
 
 
 Banchiere fiorentino del XIII secolo. Padre di Beatrice, musa ispiratrice di Dante Alighieri