Rubrica settimanale: l'angolo della finanza

C'è un po' di Nexi nelle tasche di tutti noi


di Folco Portinari*

Cari lettori di VivereMilano, questa settimana vi parlerò di una cosa che in quanto banchiere fiorentino del '200 conosco molto bene: il denaro. Ma non del mio amato fiorino che, coniato proprio nel 1252 a Firenze, divenne in poco tempo una sorta di euro in tutta Europa.
Vi parlerò del denaro di oggi, che con sempre maggiore frequenza assume la veste di moneta elettronica. E lo farò perché nelle prossime settimane sentirete molto parlare di Nexi, una società che sta per quotarsi in Borsa. Ci saranno campagne pubblicitarie e spot tv per invogliarvi a comprare le azioni.
Che cosa è e che cosa fa Nexi? Il nome è poco conosciuto perché ha poco più di un anno di vita: è nata a Milano il 10 novembre 2017 dall'unione di Carta Si (carte di credito) e lo storico ICBPI (Istituto centrale banche popolari italiane).
Con i suoi prodotti, tutti voi, tutti noi, abbiamo un po' di Nexi in tasca. La società è leader in Italia nelle piattaforme e negli strumenti di pagamento digitale. Belle parole, ma che cosa significa?
Nexi gestisce 41,3 milioni di carte di credito e di debito, 5,5 miliardi di transazioni ogni anno, 890 mila pos (le macchinette che permettono di pagare con i bancomat nei negozi), 13.500 sportelli Atm (per il prelievo nelle agenzie bancarie), gestisce i pagamenti tramite smartphone con Apple pay, Samsung pay, Google pay, gli sms alert e per conto di Visa e MasterCard il sistema di sicurezza nelle transazioni digitali 3D secure. Inoltre, ciliegina sulla torta, gestisce il pagamento delle pensioni Inps.
Si, si può proprio dire: quasi tutti noi abbiamo a che fare ogni giorno con uno dei servizi offerti da Nexi.
A guidare la società è Paolo Bertoluzzo, 53 anni, un manager che si è formato all'Insead di Fontainebleau (vicino Parigi), una delle migliori scuole per capitani d'impresa del mondo ed è cresciuto in Vodafone, sia in Italia sia nel quartier generale di Londra. 
 
 Banchiere fiorentino del XIII secolo. Padre di Beatrice, musa ispiratrice di Dante Alighieri