STOP ALLA PUBBLICITÀ DEI GIOCHI

Accordo Governo-Enti locali da rivedere

Il divieto di pubblicità del gioco "sarà il primo provvedimento, poi sicuramente ci metteremo al lavoro su altri temi, insieme al sottosegretario che avrà la delega ai giochi, che sarà assegnata a breve". E anche l’accordo siglato in Conferenza Unificata con gli enti locali dal Governo precedente sarà "da superare". Lo ha detto ad Agipronews il senatore Matteo Mantero (M5S) che, anche nella passata legislatura alla Camera si è occupato del settore e che ora, a Palazzo Madama, ha già presentato due proposte di legge sul divieto di pubblicità e sui limiti alla diffusione del gioco. Molto probabilmente, spiega Mantero, tutti gli altri interventi sul settore che il Governo ha in programma di realizzare, "sia di natura fiscale sia regolamentare, verranno inseriti nella legge di bilancio, anche perché siamo a ridosso dell’inizio dei lavori". Il gioco "merita un discorso ampio, che vogliamo affrontare in maniera sistematica, non come si è fatto fino ad ora, concentrandosi solo su una tipologia di gioco - penso alle slot, per esempio - per promuoverne un’altra. Dobbiamo analizzare il settore in maniera complessiva, con una certa programmazione, con calma e senza fare nulla di affrettato", ha sottolineato. 

Limitando il gioco, è prevedibile una riduzione delle entrate per le casse dello Stato, che "al momento non abbiamo ancora quantificato", ammette Mantero. Ma "è ovvio che nell’immediato ci sarà un calo e si dovrà prevedere un periodo-cuscinetto". Col tempo, poi, "il denaro che prima veniva investito nel gioco si riverserà nell’economia reale". Difficile che, per una riforma del settore, si riparta dall’accordo siglato tra Governo ed enti locali il 7 settembre dello scorso anno, che "scontentava un po’ tutti: la cosa migliore da fare è tornare in Conferenza Unificata con un approccio diverso, cercando di lavorare insieme agli enti locali, con l’intento di ridimensionare l’offerta, senza arrivare al proibizionismo. Credo che l’accordo sia da rivedere in qualche modo e non credo che Anci e Regioni avranno nulla in contrario, perchè avevano digerito quella soluzione a fatica, solo con la garanzia di poter continuare ad avere una certa autonomia".

Chiara Vicario


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