IL ROMANZO DELLE ORE 20

Il RIFUGIO di Albertina Fancetti - Trentatreesima puntata

Gabriele spalancò le persiane, l’aria frizzante di quel mattino di dicembre invase la stanza. Le decorazioni natalizie, ancora accese, si specchiavano nelle acque grigie del naviglio, il cielo cupo prometteva l’arrivo della neve. Si vestì in fretta e preparò la colazione anche per Axel, che leccò avidamente il suo latte tiepido. Indossò il nuovo cappotto blu che gli aveva regalato suo padre e l’inseparabile basco sui capelli biondi. Prese lo zaino controllando di avervi messo tutto ciò che gli serviva durante la giornata e si accinse a uscire. Axel si coricò davanti alla porta miagolando come un ossesso, sembrava determinato a impedirgli di varcare la soglia di casa.
- Beh! Cosa ti prende oggi? Cos’è questa novità, lo sai che devo uscire - ma il gatto non accennava a spostarsi, miagolava disperatamente e nel contempo faceva le fusa in modo quasi doloroso.Gabriele lo accarezzò con affetto, quindi lo prese in braccio strofinando il mento sulla testina rotonda. Lo depose in camera al centro del letto, poi corse verso la porta prima che Axel potesse ricominciare con quella insolita pantomima.
Sul ballatoio incrociò Ursula con Ciro e Fragolina e scesero insieme augurandosi una buona giornata. Si diedero appuntamento per il pomeriggio al Rifugio, dove l’assenza di Valeria, occupata ad assistere Valentina e il piccolo, creava loro un po’ di lavoro in più. Privato del passaggio che la donna gli offriva sempre, Gabriele era costretto a spostarsi con la sua auto, superando le notevoli difficoltà che comportava trovare parcheggio vicino all’università. La mattinata trascorse in un lampo, si ritirò quindi in biblioteca a studiare per l’esame che intendeva sostenere prima delle festività natalizie.
Nel pomeriggio arrivò appena in tempo a scuola per ritirare i bambini all’uscita, offrì un passaggio a Sonia e Michela, poiché aveva cominciato a nevicare. Il solito gruppetto di ragazzi stazionava nel parcheggio del discount, nonostante la temperatura rigida che vi regnava. Daniele e Gianluca osservarono Sonia scendere dal sedile a fianco di Gabriele, ed entrare nella cascina insieme ai bambini. Era divenuta una consuetudine, la ragazza trascorreva tutti i pomeriggi al Rifugio, sforzandosi di imparare l’inglese. Cercava anche di aiutare Paolo, mentre Valeria era assente. I colloqui di lavoro sostenuti non avevano dato buon esito e si sentiva demoralizzata. Il suo cambiamento era stato radicale, disdegnava apertamente gli amici di un tempo, passava loro accanto senza neppure salutarli. Gianluca e le ragazze erano molto risentiti dal suo comportamento, Daniele si sentiva profondamente ferito. Le aveva teso la mano dichiarandole il suo amore, quando tutti gli altri la disprezzavano per quanto era accaduto nella cantina in quel lontano pomeriggio d’agosto. Lei non aveva neppure risposto, aveva occhi solo per quel maledetto volontario con la faccia d’angelo.
“Avrei dovuto farle quello che le hanno fatto gli altri, magari anche peggio e allora si sarebbe messa con me” - pensava Daniele con astio, mentre la spiava attraverso le finestre del Rifugio. Stava seduta accanto a Gabriele e sorrideva scherzando con lui. L’arrivo di Giuliano, preceduto dal rombo del suo motorino truccato, lo distolse dalle sue osservazioni.
- Allora cosa mi raccontate di nuovo? - chiese, mentre si fermava sgommando a pochi centimetri dal gruppetto di amici.
- Solita vita di merda! - gli rispose Gianluca.
- La tua ex fila con il volontario del Rifugio, sai quello fico con i capelli biondi… – lo informarono le ragazze, aspettando incuriosite una sua reazione. Daniele ascoltava livido in volto.
- A me di quella baldracca non me ne frega più niente, ne trovo cento come lei. E poi chi vuoi che se la prenda dopo le schifezze che ha combinato - disse Giuliano in tono sprezzante.
- Quello lì la vuole di sicuro, ormai l’accompagna tutte le sere in macchina e le sta sempre appiccicato - ribatterono le ragazze, decise a farlo arrabbiare.
- Ma davvero? Forse non sa che razza di sgualdrina si è preso. Però possiamo sempre informarlo noi. Magari stasera quando uscirà dalla sua tana ci facciamo due chiacchiere, che ne dite?
- Io ci sto, quello si merita una lezione, te lo dico io - disse Daniele in tono bellicoso.
- Ma guarda il nostro frocetto! Vuole dare una lezione al biondo… come mai sei geloso? Adesso capisco perché ti sei comportato da stupido quel giorno in cantina . lo prese in giro Giuliano.
- Anch’io voglio dargli una lezione, quella della bicicletta non gli è bastata. Uno non può venire qui e portarci via le ragazze come se niente fosse - disse Gianluca.
- Va bene, aspettiamo che esca e poi gli facciamo… stasera ci divertiremo ve lo assicuro. Vedremo se è bravo a menare le mani come a studiare - disse Giuliano.
- Cosa volete fargli? Siete impazziti! - strillarono le ragazze.
- Voi due fatevi i fatti vostri e sparite, perché fra poco ci saranno guai.
Le ragazze si allontanarono spaventate. I tre amici restarono in attesa fumando sotto il lampione.
All’interno del Rifugio tutti erano affaccendati a decorare l’albero di Natale che Paolo aveva acquistato. I bambini ne furono estasiati e ogni pallina colorata, torroncini e babbi natale di cioccolato suscitavano commenti entusiastici. Anche il signor Emilio aveva partecipato e si mostrava il più felice di tutti, mentre Dolliy saltellava felice. Paolo promise che alla festa dell’Epifania ci sarebbero stati regalini per ognuno di loro. Al momento di tornare alle proprie case i bambini si mostrarono riluttanti ad abbandonare quell’oasi di serenità, per addentrarsi nella notte gelida che li attendeva fuori.
- Bene è ora che io tolga le tende - disse Gabriele, dopo aver applicato il puntale sull’albero.
- Emilio, che ne dice se ci preparassimo due spaghetti da mangiare qui davanti al camino? - propose Paolo, cercava di trattenere il vecchio amico il più a lungo possibile in quel luogo caldo e sereno.
- Accetto molto volentieri Paolo, grazie - rispose l’anziano.
Gabriele e Sonia uscirono insieme.
- Fate presto ragazze, fa un freddo boia! –
- Ciao Gabriele a domani - rispose Sonia correndo via con Michela per mano, mentre il ragazzo scompariva nel buio della sera.


Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni