IL ROMANZO DELLE ORE 20

Il RIFUGIO di Albertina Fancetti - Diciannovesima puntata

L’ispettore La Rocca, in piedi sulle rive della roggia, osservava gli uomini della scientifica che si affaccendavano attorno al cadavere del ragazzo, riverso sul ciglio del fossato, mentre un timido raggio di sole cercava di farsi strada tra le nuvole grigie di quell’alba livida. L’uomo con il cane che aveva avvistato il corpo durante la passeggiata mattutina, dopo aver avvertito la polizia, aspettava ansioso che terminassero di rivolgergli le domande di rito.
- Lo aveva mai visto da queste parti? - gli chiese l’ispettore.
- Sì, mi pare di averlo visto più volte fermo al semaforo del viale che porta all’autostrada, lavava i vetri e chiedeva l’elemosina - rispose l’uomo.
L’ispettore congedò il passante, mentre il medico legale risaliva la riva della roggia.
- Allora dottore cosa mi può dire? - gli domandò.
- Secondo me si tratta di una vera e propria esecuzione. È stato picchiato ferocemente, probabilmente in un altro luogo. Lo hanno portato qui perché volevano che venisse ritrovato e che la sua punizione venisse resa pubblica. Penso si tratti di uno dei quei piccoli “Argati”, ragazzini provenienti dai paesi dell’Est, che vengono venduti dalle loro stesse famiglie oppure rapiti dalle organizzazioni criminali che li riducono in schiavitù, obbligandoli a chiedere l’elemosina nelle nostre città. Magari il ragazzo si è ribellato, ha cercato di fuggire o di tenersi i soldi. Il suo omicidio servirà da monito per scoraggiare chiunque abbia in mente di seguirne l’esempio. Dopo aver eseguito l’autopsia potrò fornirle tutti i particolari che le servono - disse il medico congedandosi.0
La Rocca diede ordine di rimuovere il cadavere dopo essersi fatto consegnare alcune polaroid.
Si avviò verso il Rifugio, che sorgeva poco lontano, sperando di trovare alcune risposte riguardo a quel drammatico evento. Bussò alla porta che si aprì subito, l’uomo apparso sulla soglia aveva l’aria assonnata di chi ha trascorso una notte agitata. Gli tese quindi la mano con espressione sollevata.
- Buongiorno Ispettore, che piacere vederla qui, l’avrei chiamata nel pomeriggio per metterla al corrente di un episodio accaduto ieri sera qui al Rifugio. Si tratta di una faccenda molto delicata… ma la prego si accomodi, stavo giusto per prendere un caffè.
- Grazie signor Paolo, ne prendo volentieri una tazza, è stata una levataccia e non mi sono ancora ripreso. Anch’io ho bisogno di porle alcune domande su un delitto efferato avvenuto questa notte non lontano da qui.
- Mi dica ispettore, di che si tratta - chiese Paolo mentre gli serviva il caffè.
- Purtroppo si tratta di un ragazzo, forse un mendicante e mi chiedevo se per caso potesse essere uno dei vostri ospiti.
Paolo lo guardò impallidendo visibilmente, sembrava non riuscisse neppure a inghiottire il suo caffè. L’ispettore lo guardò con curiosità, mentre levava di tasca le foto del cadavere e le disponeva con circospezione sul tavolo. Paolo attese qualche istante prima di abbassare lo sguardo sulle polaroid, era quasi certo di sapere di chi si trattasse e temeva di averne la conferma. La Rocca aspettava con pazienza in attesa di un segnale da parte sua.
- Oh no! Lo sapevo è Dragan ispettore! Perché! Perché l’ho lasciato andare via ieri sera, avrei dovuto insistere a tenerlo con me, non sono stato capace di proteggerlo povero ragazzo!
Paolo appariva sconvolto e La Rocca gli pose una mano sul braccio incoraggiandolo a raccontare.
Gli narrò tutto quanto era accaduto la sera precedente, dall’arrivo di Romita al Rifugio fino alla decisione di proteggere la ragazza per cercare di convincerla a collaborare con la polizia dopo una notte di sonno, quando si fosse sentita più serena. L’ispettore si mostrò comprensivo.
- Indubbiamente se avessero accettato di rivolgersi alla polizia a quest’ora il ragazzo sarebbe ancora vivo, ma dato che probabilmente sarebbero scappati, oggi ci sarebbero due cadaveri invece di uno. Dobbiamo inserire la ragazza in un sistema di protezione e alleggerire la vostra collaboratrice da una responsabilità così grave e pericolosa. Chiamo subito un assistente sociale che parli rumeno e andiamo subito a casa della signora. Può avvisarla del nostro arrivo per cortesia? - disse La Rocca.
Paolo si accinse a telefonare a Valeria, riluttante nel doverle riferire le ultime notizie.
Valeria si era alzata presto e stava preparando la colazione per Sandro. Aveva dato uno sguardo a Romita e l’aveva vista ancora profondamente addormentata. Aveva quindi deciso di lasciarla riposare ancora, provava una sensazione di serenità nel saperla al sicuro dalle brutture da cui si era illusa di averla strappata. Lo squillo del telefono la fece sobbalzare e rispose subito in preda a una improvvisa inquietudine.
- Ciao Valeria sono Paolo… - la voce grave dell’amico la turbò ulteriormente.
- Cosa è successo Paolo? – chiese allarmata.
- Si tratta di Dragan… lo hanno ucciso questa notte. L’ispettore La Rocca si occupa dell’indagine e riteniamo che l’omicidio sia strettamente collegato alla fuga della cugina dai suoi protettori. Quest’ultimo episodio espone te e Romita a un serio pericolo. Pertanto l’ispettore verrà da te fra poco con un assistente sociale per interrogare la ragazza. Cerca di convincerla a collaborare Valeria, non puoi immaginare quanto mi senta in colpa per averti coinvolta in questa brutta faccenda.
- Non devi affatto sentirti in colpa Paolo! È stata mia l’idea di portarmi Romita a casa e ti assicuro che lo rifarei oggi stesso. L’unica colpa che abbiamo è di non aver saputo proteggere anche Dragan.
- Lo so Valeria e non puoi immaginare come mi sento a questo proposito. Ora ti devo lasciare, ci sentiamo più tardi - Paolo riappese con voce rotta.
Valeria sollevò su Sandro gli occhi pieni di lacrime e gli raccontò quanto aveva saputo da Paolo.
Il marito non disse nulla, ma lo sentì telefonare in concessionaria per avvertire che non si sarebbe recato al lavoro quella mattina. Tornò quindi a sedersi sul divano accanto alla moglie e insieme aspettarono l’arrivo dell’ispettore La Rocca, paventando il momento in cui Romita si sarebbe svegliata e avrebbero dovuto informarla riguardo alla morte del cugino che si era sacrificato per condurla in salvo.

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