ACCADDE IL 16 GIUGNO

16 giugno 1961 – Rudolf Nureyev chiede asilo all'aeroporto Le Bourget di Parigi




Rudol'f Chametovi? Nureev ( Irkutsk, 17 marzo 1938 – Parigi, 6 gennaio 1993) è stato un ballerino e coreografo sovietico naturalizzato austriaco, definito da critici come Clément Crisp e Sylvie de Naussac uno tra i più grandi danzatori del XX secolo insieme a Nižinskij e Baryšnikov.

Per la sua velocità nel danzare e la propensione verso le acrobazie fu soprannominato the flying tatar, ovvero "il tataro volante". L'attività di Nureyev come ballerino e coreografo fu importante non soltanto per la sua abilità tecnica ma si rivelò innovativa poiché determinò un epocale cambiamento nell'ambito del balletto, accrescendo l'importanza dei ruoli maschili, che a partire dalle sue produzioni vennero sviluppati con maggiore considerazione per la coreografia rispetto alle produzioni precedenti. Grazie a tale suo nuovo approccio fu abbattuto il confine tra balletto classico e danza moderna; questo fattore divenne in seguito assolutamente consueto per un ballerino odierno, tuttavia Nureev ne fu il precursore assoluto.

Ben presto Nureev divenne uno dei ballerini più noti in Unione Sovietica, partecipando a tournées in tutto il paese danzando per ruoli del repertorio classico e romantico come Il lago dei cigni e Giselle, che interpretò per la prima volta nel 1959.

Si esibì per la prima volta oltre confine a Vienna all'International Youth Festival, tuttavia al suo rientro gli fu revocato il permesso di espatriare per motivi disciplinari e fu costretto a partecipare nuovamente a tournées del Kirov nel solo territorio sovietico.

Nel 1961 la sua sorte cambiò. Il primo ballerino del Kirov, Konstantin Sergeev, si infortunò e all'ultimo momento a Nureev fu concesso di sostituirlo in un'esibizione programmata all'Opéra di Parigi. La sua esecuzione fu un grande successo e sorprese sia il pubblico sia la critica tanto da organizzare delle repliche dello spettacolo anche a Londra. Tuttavia il KGB non lo perse di vista durante la sua permanenza a Parigi per le repliche e disapprovò la sua frequentazione di amici occidentali e dei vari locali gay della capitale francese. Fu così che la mattina del 16 giugno presso l'aeroporto Le Bourget di Parigi uno dei funzionari del KGB che scortava la compagnia gli comunicò che lui sarebbe dovuto rimpatriare per un'importante esibizione al Cremlino, mentre il resto dei componenti avrebbe proseguito la tournée a Londra. Nureev esitò temendo un inganno e sospettò che accettando di tornare non gli sarebbe più stato concesso di espatriare dall'Unione Sovietica; pertanto, con una fuga piuttosto rocambolesca, disertò il volo di ritorno, consegnandosi alla polizia francese presente in aeroporto. Dopo essersi reso irreperibile per breve tempo, fece formale richiesta di asilo politico al Governo francese, mentre l'Unione Sovietica lo condannò in contumacia per alto tradimento a una pena detentiva di sette anni.

Egli non rivedrà più la sua patria per lunghissimo tempo. Nonostante la distanza Nureev rimase sempre in contatto con sua madre, ma tornò a farle visita in Russia soltanto nel 1987 per rivederla un'ultima volta, grazie a uno speciale permesso concessogli dal neopresidente Michail Gorba?ëv.

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