ACCADDE IL 23 OTTOBRE



Il suffragio universale è il principio secondo il quale tutti i cittadini di età superiore ad una certa soglia, in genere maggiorenni, senza restrizioni di alcun tipo a partire da quelle di carattere economico e culturale e altre quali cetocensoetnia, grado di istruzione, orientamento sessuale genere, possono esercitare il diritto di voto e partecipare alle elezioni politiche, amministrative e ad altre consultazioni pubbliche, come i referendum.

Generalmente viene considerata come iniziale la data del 1893, in cui la Nuova Zelanda introdusse, primo Stato al mondo, il suffragio universale, quindi maschile e femminile. In realtà, per quanto riguarda il suffragio femminile, almeno due precedenti vanno citati: durante la cosiddetta Epoca della libertà svedese, tra il 1718 ed il 1772, ci fu un ristretto diritto di voto per le donne; nella Repubblica di Corsica tra il 1755 ed il 1769, in virtù della costituzione promulgata da Pasquale Paoli. L'Europa si mosse su questa strada nel corso dell'Ottocento: da un suffragio ristretto - per la maggior parte dei casi attribuito ad una porzione della popolazione in base a criteri censitari o relativi all'istruzione - si passò via via al suffragio universale. Si ricorda, inoltre, che la Francia nel 1792, dopo la Rivoluzione francese, introdusse il suffragio universale anche se per un periodo di tempo brevissimo.Il primo paese europeo ad aver introdotto il suffragio universale fu la Finlandia, nel 1906. In Russia fu introdotto nel 1917 a seguito della rivoluzione di febbraio e riconfermato dalla Costituzione sovietica del 1918. Solo dal 1945 in Italia sarà effettivo e stabile. Grazie all'azione di Matilde Hidalgo Navarro de Procel, l'Ecuador fu nel 1921 il primo Paese dell'America Latina a concedere il suffragio universale femminile e l'elettorato attivo, del quale lei stessa beneficiò limitatamente ad una carica politica nell'amministrazione locale. Tuttavia, fino all'abrogazione nel 1967, il diritto di voto femminile sarà riservato alle donne che fossero in grado di dimostrare il possesso di taluni requisiti di legge. Il 27 marzo 1937 ebbe luogo la prima consultazione referendaria nazionale dell'Uruguay. Nel 1932, il presidente brasiliano Getúlio Vargas firmò la legge per il suffragio femminile proposta da Bertha Luz con una serie di limitazioni. Gli altri Stati avevano introdotto alcune forme di voto femminile, ma solamente negli anni '50 tale diritto fu esteso a tutte le tipologie di consultazioni elettorali, eliminando qualsiasi limite e prerequisito imposto esclusivamente al sesso femminile. Il 23 settembre 1947, il presidente Perón controfirmò la legge sul suffragio femminile proposta da Evita. L'Argentina divenne così il secondo Paese sudamericano ad introdurre tale diritto in forma universale, segreta e obbligatoria. Nello stesso anno, Elvia Carrillo Puerto raccolse migliaia di firme, ottenendo il suffragio universale femminile per le elezioni municipali. Solamente nel '53, il Messico la norma che concedeva il diritto di voto universale a tutte le tipologie di consultazioni elettorali, diritto che fu successivamente introdotto dalla Colombia nel '54, seguita dall'Honduras, dal Nicaragua e dal Perù nel '55, ed infine dal Paraguay nel '61. Nel XX secolo, a partire dagli anni novanta è stato riconosciuto in tutto il mondo, eccetto in alcuni gruppi di paesi musulmani.

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