ACCADDE IL 25 GENNAIO


Il treno 10452 di Trenord è un collegamento regionale attivo nei soli giorni lavorativi, con partenza da Cremona alle ore 5:32 ed arrivo a Milano Porta Garibaldi alle ore 7:24, che percorre le linee Treviglio-Cremona e Milano-Venezia, entrambe gestite da RFI. Il 25 gennaio 2018 il servizio era effettuato con un convoglio composto da una carrozza semipilota piano ribassato, 4 carrozze MDVC e la locomotiva E.464.458 (posizionata in coda, quindi in spinta), interamente colorato con la livrea sociale di Trenord. Alle ore 6:57, in località Seggiano di Pioltello, appena oltrepassata la stazione di Pioltello-Limito, tra la fermata di Treviglio e quella di Milano Lambrate, mentre il treno viaggiava a circa 140 chilometri orari (velocità inferiore a quella massima consentita in tale tratto di linea), tre vagoni passeggeri sono usciti dai binari. I vagoni sviati sono avanzati ancora per un breve tratto, finché uno di essi si è piegato fino a colpire in sequenza due pali della linea elettrica, facendo accartocciare ed intraversare il convoglio. Le altre due carrozze sono rimaste intatte sui binari. Sul posto sono intervenuti numerosi soccorritori insieme a 28 ambulanze e 2 elicotteri, e sono stati organizzati convogli di autobus per il trasporto dei feriti e dei loro parenti. Nella giornata dell'incidente il luogo è stato visitato da Andrea Gibelli, presidente di FNM, da Giuseppe Salasindaco di Milano, e da Graziano Delrioministro delle infrastrutture e dei trasporti. La linea tra Milano e Brescia è stata parzialmente riaperta il giorno successivo. Il treno aveva effettuato fermate per servizio viaggiatori in 10 stazioni lungo il percorso da Cremona a Milano e trasportava circa 350 passeggeri, principalmente pendolari diretti a Milano. A causa del deragliamento sono morti tre passeggeri. I feriti sono stati 46. Già nella mattinata dell'incidente, la procura di Milano ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti per disastro ferroviario colposo. Il 29 gennaio, quattro giorni dopo l'incidente, sono stati iscritti nel registro degli indagati come "atto dovuto" i vertici di Trenord e RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ed è stata ordinata l'autopsia sui corpi delle tre donne morte nell'incidente.



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