ACCADDE IL 29 GIUGNO

29 giugno 2009 – A Viareggio un treno merci composto da 14 cisterne di Gpl deraglia. Da una cisterna si genera una fuga di gas da cui ha luogo un'esplosione causando crolli e incendi nelle case nel raggio di 200 metri. Il bilancio è di 32 morti e 25 feriti.





L'incidente ferroviario di Viareggio, anche noto come strage di Viareggio, è stato un sinistro ferroviario avvenuto la sera del 29 giugno 2009 presso la stazione della cittadina italiana, in provincia di Lucca.

Il deragliamento di un treno merci danneggiò una cisterna contenente GPL, la cui fuoriuscita innescò un incendio, presto degenerato in un'esplosione, che interessò il sedime della stazione di Viareggio qualche centinaio di metri a sud del fabbricato viaggiatori e le aree abitate circostanti, causando in totale 32 morti e un centinaio di feriti.

Alle 23:45 CEST il segnalamento diede il libero transito al convoglio attraverso la stazione di Viareggio. Tre minuti dopo, probabilmente a causa del cedimento di un asse di un carrello, il primo carro cisterna deragliò e trascinò fuori dai binari altri quattro carri: la cisterna montata sul primo carro sbatté contro un elemento dell'infrastruttura ferroviaria, che aprì uno squarcio causando una fuoriuscita del GPL, che essendo più denso dell'aria rimase a contatto con il suolo. Una scintilla ne provocò l'innesco e l'incendio si trasformò in una rovinosa esplosione, che investì violentemente la zona circostante, sprigionando vasti incendi e causando in pochi istanti danni gravissimi: 11 persone persero la vita in pochi minuti, investite dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici, altre due persone morirono stroncate da infarto e decine rimasero ferite; di esse, molte riportarono gravissime ustioni e per la maggior parte morirono a distanza di diverse settimane dall'evento. I due macchinisti rimasero illesi in quanto, dopo aver dato frenatura al convoglio, si misero in salvo dietro a un muro che li riparò dalla fiammata del gas innescato.

Il deragliamento si era verificato in corrispondenza della passerella pedonale che scavalcava il fascio binari a sud della stazione ferroviaria, collegando via Burlamacchi con via Ponchielli. La fiammata parve essersi propagata in direzione di quest'ultima strada, nella cui area si registrò infatti il maggior numero di vittime, di feriti e di edifici crollati o danneggiati. Alcune abitazioni furono poi abbattute su ordinanza delle autorità comunali perché non più agibili o per costi di riparazione superiori a una ricostruzione ex novo. Nei giorni successivi fu inoltre abbattuto anche il sovrappasso, giudicato irreparabile a causa dello stress termico.

In totale si contarono 32 morti e 25 feriti. I funerali di Stato, ai quali parteciparono almeno 30.000 persone, si tennero il 7 luglio allo stadio Torquato Bresciani per 15 vittime. Altri 7 ebbero le esequie con rito islamico in Marocco.


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