ACCADDE IL 6 LUGLIO

6 luglio 1988 La piattaforma di trivellazione Piper Alpha, nel Mare del Nord, viene distrutta da un'esplosione e dal successivo incendio uccidendo 167 lavoratori

 

 

 

La Piper Alpha era una piattaforma petrolifera che operava nel Mare del Nord, installata a circa 200 chilometri dalla cittadina scozzese di Aberdeen, di proprietà della compagnia petrolifera americana Occidental Petroleum (caledonia) ltd. Il 6 luglio del 1988 la piattaforma prese fuoco in seguito alla fuga di una notevole quantità di gas, che innescò innumerevoli esplosioni. Le fiamme avvolsero l'impianto per ore, generando temperature tali da rendere impossibile l'avvicinamento dei mezzi di soccorso. Delle 226 persone che erano a bordo della Piper Alpha, 165 morirono[1]. Anche una delle navi di salvataggio si incendiò, causando la morte di altre due persone e portando il bilancio a 167 vittime. [2] Tra le cause dei decessi, oltre al calore e alle esalazioni, anche il tentativo di cercare la salvezza gettandosi in mare, da un'altezza di circa 30 metri e con l'acqua ghiacciata. Questo disastro è tra i peggiori che si siano mai verificati nel campo petrolifero marino. In seguito all'incidente della Piper Alpha, le compagnie petrolifere decisero di modificare gli standard di sicurezza delle piattaforme petrolifere.

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