ANCORA SUI MONOPATTINI ELETTRICI

Nuova micro mobilità e rischi

Qualche giorno fa su questo giornale si è parlato dell'arrivo a Milano dell'ultima società di servizio in sharing dei monopattini elettrici. Mi sembra interessante proseguire l'argomento per evidenziare la positività della diffusione di questa nuova forma di circolazione urbana, il modo  di utilizzo di questo veicolo e i rischi connessi al suo uso non idoneo. Ormai è un dato di fatto: tutti i giorni questi veicoli, leggeri e facili da usare, li vediamo sfrecciare nella nostra città e in tante altre città, confusi in mezzo al traffico tra automobili, motociclette e bici. Costituiscono una nuova proposta di mobilità sostenibile in quanto contribuiscono a ridurre il traffico degli autoveicoli e l’inquinamento atmosferico. Le auto, secondo uno studio dell'Ispra, sono i maggiori  responsabili dell’emissione di ossido di azoto, tra il 49% nelle piccole città fino al 70% nelle grandi. Se oltre allo sviluppo dei mezzi pubblici, che induce i cittadini a privarsi della propria auto, oltre al maggior utilizzo della bici elettriche a noleggio, si stanno diffondendo altri mezzi per la micro mobilità urbana, tra cui appunto i monopattini  e gli altri meno noti: gli hoverboard, i segway, i manowar, tutto questo va a vantaggio della salubrità dell'aria e della salute dei cittadini. Perché abbiamo il boom dell'uso di monopattini elettrici in questo periodo. Probabilmente a causa  della  pandemia, in quanto i cittadini  temono  il contagio  sui mezzi pubblici, ma anche perché è intervenuta la legge che ne incentiva la diffusione. 

C'è il decreto Rilancio che offre lo sconto del 60% sul prezzo di acquisto dei monopattini (per un valore massimo di 500 euro) fino al 31 dicembre 2020, salvo esaurimento somma di 120 milioni messa a disposizione. Questo decreto è rivolto ai cittadini maggiorenni nelle città metropolitane, nei capoluoghi di regioni, di provincia e nei comuni con più di 50 mila abitanti e riguarda sia i monopattini elettrici, sia le bici elettriche, sia gli altri veicoli a trazione elettrica sopra indicati e anche gli abbonamenti di servizi sharing. 

Come funziona l'utilizzo del monopattino in sharing? Più o meno come il car e la bici. Si scarica un'app predisposta per questo servizio. All’interno della applicazione c’è una mappa che indica dove si trovano i monopattini pronti per il noleggio; ogni veicolo ha un codice QR che si sblocca con l’applicazione e può essere pronto all’uso. Con la stessa applicazione avviene il pagamento della tariffa corrispondente. I costi sono più o meno identici per tutti i servizi del noleggio. Sono previsti anche le tariffe per gli abbonamenti. La scelta della società del servizio noleggio dipende  dall'area in cui si vuole usare il mezzo, ma succede  che in alcune aree  le aziende  si sovrappongono. Una volta terminato il viaggio basterà chiudere il noleggio tramite l'app e parcheggiare il monopattino in uno dei 32.000 stalli predisposti per la sosta delle biciclette, disponibili in tutta la città, oppure a lato della strada. Se il noleggio del monopattino risulta nella mappa in un’area non servita dall’operatore scelto, quest’ultimo può recuperare il mezzo, ma le spese per il recupero sono a carico del conduttore. Per chi vuole circolare in proprio con un monopattino elettrico questo deve essere omologato secondo le disposizioni di legge, deve cioè avere: il motore non superiore a 500W;  la velocità non superiore a 25 km/h (se superiore è necessario un regolatore di velocità), che diventa 6 Km/h nelle aree pedonali; un segnalatore luce anteriore bianca o gialla fissa e catarifrangenti posteriori; se si circola al buio, anche il  giubbotto o le bretelle retroriflettenti. Naturalmente tutti i conducenti di questi mezzi agili devono rispettare le norme di sicurezza e i divieti nel circolare, pena le multe che sono state stabilite: da 50 a 200 euro, che possono salire a 800 con confisca e distruzione del veicolo se esso risulta non omologato. Ricordo solo alcune disposizioni di legge: il divieto di trasporto dei  monopattini al di sotto dei 14 anni; l'obbligo del casco fino ai 18 anni; il rispetto dei  limiti di velocità; il divieto di trasportare sul mezzo altre persone, oggetti o animali; l'obbligo di tenere entrambe le mani salde sul manubrio, salvo quando viene segnalato il cambio di direzione di marcia; l’ obbligo di andare in fila indiana se si è in gruppo; è vietato anche circolare sui marciapiedi. 

E qui siamo arrivati alle dolenti note: a Milano come in altre città italiane pochi rispettano i limiti di velocità, molti circolano con i monopattini sui marciapiedi come se nulla fosse, mancano i controlli e le sanzioni, succede spesso che il conducente di monopattino si senta libero di fare ciò che vuole, sfiorando, minacciando, urtando il pedone. I rischi sociali sono elevatissimi per le persone anziane e i bambini. Il  conducente agile e incontrollato diventa pericolosissimo per sé e per gli altri quando guida su strada tra le auto, i mezzi pubblici e pesanti. Se fa incidente, essendo ignoto e senza targa sul veicolo, facilmente scoiattola e si disperde. La sicurezza stradale è così messa continuamente a repentaglio. Inutilmente i cittadini milanesi si lamentano col sindaco Sala su Facebook della condotta incivile e portatrice di rischi dei conduttori dei monopattini. Ma né il sindaco, né l’assessore competente sembrano capaci di contenere l’andazzo e i rischi di chi guida questi veicoli sostenibili. Il positivo di una scelta, fatta un anno fa dal Comune, di promuovere la sperimentazione in sharing dei monopattini elettrici, rischia di  rivelarsi fallimentare, se non si interviene con energia e con le dovute sanzioni verso chi non rispetta la sicurezza pubblica. Forse è da regolamentare meglio questa nuova forma di viabilità ecologica, ad esempio imponendo un’assicurazione di chi guida questi mezzi, ma soprattutto creare e sviluppare nelle città le corsie preferenziale dedicate contemporaneamente alle bici e a questi veicoli leggeri.   

Luciano Marraffa

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