Case, la Maglia rosa a Milano

di Folco Portinari*

Se assumessimo i prezzi delle case come indicatore dello stato di salute di una città, andrebbe a Milano la Maglia rosa del giro d'Italia. Fino a poco tempo fa, nel confronto con Roma il capoluogo meneghino rimaneva sempre indietro. Maggiori flussi turistici, lo zoccolo duro della pubblica amministrazione, il retaggio di città eterna: tutti fattori che facevano di Roma una città in cui i prezzi delle case per abitazione erano mediamente più alti che a Milano.
Non che nella capitale economica (e morale) d'Italia i prezzi fossero bassi. Tutt'altro. Solo che a Roma erano più alti, tutto qui.
Dallo scoppio della crisi del 2008 in poi i rapporti sono cambiati. I prezzi di Milano sono stati più elastici (come dicono gli economisti) nei primi anni, dal 2009 al 2014: sono scesi rapidamente, anche del 30-35%. Quelli di Roma più resistenti: hanno iniziato la discesa solo nel 2011-2012.
La chiave di volta è stato il 2015. Anche grazie all'Expo a Milano è iniziata una riprese costante, dapprima timida, poi sempre più decisa. Dei tanti studi comparsi nelle ultime settimane, mi ha colpito quello del portale  immobiliare.it: nel 2018 l'aumento a Milano è stato del 20% a Città studi, del 15% in quartieri come Istria-Maggiolina o Cimiano-Crescenzago.
Roma ha invece perso grandi occasioni di investimento, come le Olimpiadi, e negli ultimi tre anni sta assistendo (con rare eccezioni di pochi quartieri) a continue anche se modeste limature nei prezzi. Risultato, sempre secondo lo studio di  immobiliare.it: in pieno centro, Piazza Duomo e dintorni, il prezzo medio a Milano per metro quadrato è di 9.184 euro, il 16% in più dei 7.865 euro di Roma. 
Ma i prezzi delle case sono solo il risultato di tanti altri fattori infrastrutturali. La Maglia rosa di Milano è arrivata grazie a trasporti pubblici efficienti (basti pensare alla linea lilla della metro e alla nuova linea in costruzione verso Linate), strade in buon stato di salute, ospedali moderni e attrezzati, un'energia che si avverte in ogni angolo della città.
Chiudo con un'immagine che mi colpisce ogni volta che salgo da Firenze a Milano: da tre-quattro anni, Piazza Duomo brulica in ogni momento di giovani, milanesi, turisti, uomini e donne d'affari. Brulica è il termine giusto: migliaia e migliaia di persone. Vi ricordate, cari lettori di VivereMilano, come era negli anni 90 o anche a metà dello scorso decennio? Semivuota e avvolta nella nebbiolina tipica della città. Una nebbiolina che oggi, quasi per magia, sembra quasi scomparsa.
 
*   Banchiere fiorentino del XIII secolo. Padre di Beatrice, musa ispiratrice di Dante Alighieri

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