CIRANO DE BERGERAC - Edmond Rostand

Ogni mattina alle ore 08:00 proponiamo ai nostri lettori la parte iniziale e finale di un capolavoro della letteratura universale. A cura di Antonella Di Vincenzo

INCIPIT
PRIMO ATTO UNA RAPPRESENTAZIONE A PALAZZO BORGOGNA La sala del palazzo di Borgogna nel 1640. Una specie di tettoia per il giuoco della palla, adattata e abbellita a uso di rappresentazioni. La sala è un quadrato lungo; è veduta di sbieco, di guisa che uno dei lati forma il fondo che parte dal primo piano a destra e va all'ultimo piano a sinistra, a fare angolo con la scena che si vede di scorcio. Questa scena è ingombra da ambo i lati, lungo le quinte, di panchette. La tela è formata da due tende che possono scostarsi. Sopra il mantello di arlecchino le armi reali. Si scende dal palcoscenico nella sala per via di larghe scale. Da ambo i lati delle scale il posto dei violini. Lungo la ribalta candele. Due ordini sovrapposti di galleria laterali: l'ordine superiore è diviso in palchetti. Nessuna sedia nella platea, che è la stessa scena del teatro; in fondo della platea, cioè a destra, in primo piano, dei banchi che formano scalini e, sotto, una scala che conduce ai posti superiori, e della quale non si vede che il principio; una specie di desco, ornato di piccoli lampadari, di vasi di fiori, di bicchieri di cristallo, di piatti pieni di pasticcetti, di bottiglie, etc.


FINIS
Che io venga a patti? Mai! — Ed eccoti anche te, Stoltezza! — Io so che alfine sarò da voi disfatto; ma non monta: io mi batto, io mi batto, io mi batto! (Fa immensi mulinelli con la spada. Poi si ferma affannoso.) Voi mi strappate tutto, tutto: il lauro e la rosa! Strappate pur! Malgrado vostro, c'è qualche cosa chi io mi porto (e stasera quando in cielo entrerò, fiero l'azzurra soglia salutarne io potrò;) ch'io porto meco, senza piega nè macchia, a Dio, vostro malgrado.... (Si slancia, la spada levata.) Ed è... (La spada gli cade di mano, egli barcolla e cade nelle braccia di Le Bret e Ragueneau.) ROSSANA, piegandosi sopra di lui e baciandogli la fronte. Ed è?.... CIRANO, riapre gli occhi, la riconosce, e sorridendo dice: Il pennacchio mio!

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