CUORE, di Edmondo De Amicis

CUORE (1886), di Edmondo De Amicis

INCIPIT: Oggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla sezione Baretti a farmi iscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna, e andavo di malavoglia. Tutte le strade brulicavano di ragazzi; le due botteghe di libraio erano affollate di padri e madri che compravano zaini, cartelle e quaderni, e davanti alla scuola s’accalcava tanta gente che il bidello e la guardia civica duravano fatica a tenere sgombra la porta.

FINIS: Garrone fu l’ultimo che abbracciai, nella strada, e soffocai un singhiozzo contro il suo petto: egli mi baciò sulla fronte. Poi corsi da mio padre e da mia madre. Mio padre mi domandò: - Hai salutato i tuoi compagni? – Dissi di sì. – Se c’è qualcuno a cui tu abbia fatto un torto, vagli a dire che ti perdoni e che lo dimentichi. C’è nessuno? – Nessuno, - risposi. – E allora addio! – disse mio padre, con la voce commossa, dando un ultimo sguardo alla scuola. E mia madre ripeté: - Addio! 
E io non potei dire nulla.

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