Funerali virtuali nell’era Covid-19

L'era Covid-19 ha fatto sì che la comunicazione digitale sia diventata una necessità globale. Anche la sfera più intima, quella dei sentimenti, non fa eccezione. Le restrizioni imposte dai DPCM negano il calore di un abbraccio a familiari e amici e così anche l’addio ai propri cari diventa virtuale, con il web a fare da collante, in ossequio alla normativa. Essendo chiuso il loro luogo di culto in Via Acerenza 6, come del resto quelli di tutta Italia, la comunità dei Testimoni di Geova di Milano Lancetti (Zona 9) ha celebrato on-line il funerale di un suo componente, Paolo Prendini, 83 anni, dando modo ai presenti collegati, molti dei quali da altre regioni, di unirsi nel dolore ma anche nella speranza basata sulla loro fede nella resurrezione. ‘Questa è la modalità con la quale i Testimoni di Geova, in questo periodo di pandemia, ricordano i loro cari, nel rispetto delle disposizioni governative e regionali’, riferisce la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova di Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta. Una piattaforma web-based, infatti, ha permesso il collegamento di molte persone mediante i propri dispositivi elettronici, senza alcun rischio di contagio. Dovunque Internet diventa la tecnocratica sintesi tra il doveroso rispetto delle disposizioni vigenti e l'istintivo bisogno umano di esprimere una forma di ‘pietas’, religiosa o laica che sia, verso i propri simili giunti al termine del loro percorso terreno.  

Al funerale hanno assistito circa trecentocinquanta persone per dare l'ultimo saluto a Paolo Prendini. ‘Un uomo dai modi affabili ed eleganti – ha spiegato Michele Castaldi, amico di una vita – Paolo si è battezzato come Testimone di Geova il 25 dicembre 1982 e da allora, per quasi quarant’anni, ha svolto con entusiasmo l’opera di evangelizzazione cristiana nella sua zona. Non era difficile provare per lui una naturale simpatia ed affetto, tanto che persino alcuni commercianti del territorio, per i quali era una presenza ormai famigliare, hanno espresso profondo rammarico alla notizia della sua improvvisa scomparsa. In questo tragico clima di emergenza sanitaria, è stato davvero toccante percepire la commozione dei tanti amici e fratelli nella fede, che in modo tangibile hanno voluto testimoniare di persona la loro vicinanza alla moglie e ai figli dello scomparso’.  Sed.….fugit irreparabile tempus’, osservò melanconicamente Virgilio nelle Georgiche, gettando uno sguardo all’irreparabilità della fine di ogni cosa. È pur vero che consolidate certezze e valori tradizionali barcollano sotto i colpi brutali di una pandemia che sembra non avere fine. Una cerimonia funebre che infonda nei partecipanti una sensazione di conforto, un seme di speranza e di pace, suona quasi controvento. Eppure così è avvenuto. Scorgere il sereno dove molti altri vedono solo nuvole scure, di questi tempi magri, non è un dettaglio da poco.

Michele Castaldi

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