Il centenario di Giulietta Masina

Ricorre oggi il centenario della nascita di Giulietta Masina, la grande attrice italiana nata a San Giorgio Del Piano, in provincia di Bologna il 22 febbraio 1921. All'età di quattro anni la piccola Giulietta si trasferisce a Roma per vivere nella casa di una sua zia di origine milanese, la quale la incoraggia a intraprendere la strada (Fellini invece le farà intraprendere La Strada per eccellenza) della recitazione che la vedrà poi esordire al teatro universitario dove la ragazza studia Lettere, nella stagione 1941-1942 e quindi in quella 1942-1943 in qualità di attrice, cantante, ballerina. È nel 1942 che incontra negli studi EIAR Federico Fellini, recitando in una serie di scenette che la "vedono" nel ruolo di Pallina scritti dal fidanzato prima e marito poi, perché Fellini: per evitare la chiamata alle armi relativa all'otto settembre 1943 affretterà il matrimonio e andrà a vivere con lei nella casa della zia milanese. Il 22 marzo 1945 nascerà anche il loro primo e unico figlio: Pier Federico, il quale vivrà solo 11 giorni morendo il due aprile successivo. Nel febbraio 1947 riprenderà la serie "Le avventure di Cico e Pallina", la quale si protrarrà per soli 11 giorni, lo stesso numero di giorni di vita del loro unico figlio, nato da una coppia unica nel suo genere. Fellini aveva scritto per lei anche un radio dramma intitolato "Sale d'aspetto", rappresentato nel 1943. Nel 1946 invece è l'esordio al cinema nel film di Rossellini "Paisà", dove appare in una sola, breve sequenza. Sarà comunque quello il primo di 33 film apparsi in 45 anni, poiché l'ultimo è del 1991: "Un giorno, forse". Fra questi vi sono stati film di grande, media e piccola levatura, sempre comunque recitati con grande sensibilità e talento, trai i quali "Nella città l'inferno", a fianco di Anna Magnai, dove la lotta fra le due grandi attrici avrà un risultato pari grado. Ma saranno i film diretti dal marito quelli che più le regaleranno stima e ammirazione da parte di pubblico e critica internazionale, tanto da far dire a Charlie Chaplin: "È l'attrice che ammiro maggiormente". Forse si riferiva a "La Strada", dove nel ruolo di Gelsomina, strampalata artista di un circo da due soldi commuoverà gli spettatori in quello che sembra essere una sorta di fotoromanzo per via degli intensi sentimenti rappresentati e che ha la facoltà di stringere al cuore come i bracci di una tenaglia che ci stringono e non ci mollano fino alla straziante scena finale. Giuseppe Marotta ne lodò la bellezza insita in tutto il film, l'eccezionale bravura di questa giovane attrice che all'epoca aveva già un discreto numero di film: 14, come curriculum. Quella sua intensa interpretazione fa pensare alle favole chapliniane quali "Luci della ribalta", "Tempi moderni", "Il grande dittatore" che il grande inglese seppe realizzare. Giulietta Masina recitò anche in due sceneggiati televisivi di enorme successo: "Eleonora", 1973, e "Camilla", 1976. Fu vincitrice di un David di Donatello, un Globo d'oro, quattro nastri d'argento e un premio onorario al Festival di Berlino. Morirà a Roma il 23 marzo 1994, cinque mesi dopo la morte del marito avvenuta il 31 ottobre 1993. Ai funerali di Fellini celebrati nella enorme e splendida Basilica romana di Santa Maria degli Angeli, adiacente piazza Esedra, ci fu anche il trombettista Mauro Maur il quale suonò lo struggente tema di Nino Rota composto per il film "La Strada". Giulietta gli chiese di suonarla anche per lei ai propri funerali, cosa che il musicista eseguirà. Mi piace concludere questo articolo rievocativo raccontando un aneddoto raccontatomi a sua volta dal mio amico Sandro Cosenza, il quale nella prima metà degli anni Ottanta svolgeva la professione di cameraman a Canale 5. Un giorno Giulietta Masina intervenne come ospite a una trasmissione televisiva diretta da Stefano Vicario e chiese a Sandro - il quale in futuro sarebbe diventato un valente direttore della fotografia - se poteva inquadrarla dall'alto "perché mio marito dice che dall'alto vengo meglio". Sandro eseguì e poi, alla fine della puntata, allontanandosi in corridoio per una pausa, si sentì di lì a poco richiamare dal regista della trasmissione il quale lo informò che la signora Masina lo stava aspettando sulla soglia dello studio. Lui ci andò e lei disse che intendeva ringraziarlo per avere ottemperato alla sua richiesta. E il giovane cameraman restò a dir poco stupefatto. Una attrice della sua levatura, nota in tutto il mondo, la quale aveva mantenuto una modestia rarissima nell'ambiente da cui proveniva. Ma si sa: la modestia e la buona educazione sono la prerogativa degli autentici grandi. 

Antonio Mecca

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