I SEDICI RACCONTI DI PATRICIA HIGHSMITH

Per il centenario della nascita di Patricia Highsmith, la casa editrice "La nave di Teseo" manda in libreria il volume "Donne", sedici racconti scritti dai primi anni Quaranta alla fine degli anni Sessanta. Mary Patricia Plangman (questo il suo vero nome) era nata a Forth Worth, Texas, il 19 gennaio 1921, e nella città che in seguito avrebbe ospitato anche il presunto killer del presidente Kennedy visse la propria infanzia, differenziandosi da Oswald perché se questi era un virtuoso del fucile lei invece era una virtuosa della penna, dato che il suo stile di scrittura: perlomeno in questi sedici racconti, è di certo uno stile che coniuga l'interesse per la trama a quello per la scrittura. Patricia Highsmith è nota agli appassionati del cinema perché il regista Hitchcock ricavò dal suo primo romanzo: "Stranieri in treno", l'omonimo film realizzato nel 1951 con una prima sceneggiatura scritta dal grande Raymond Chandler che però all'altrettanto grande - e grosso - Alfred non piacque al punto da farla riscrivere di sana pianta alla giovane e sconosciuta sceneggiatrice Czenzi Ormonde. Hitch viaggiava secondo il proprio umore: a simpatie, talvolta spropositate e molto spesso inadeguate. Lo stesso sentimento di antipatia si ripeterà dieci anni dopo con Evan Hunter, anche lui scrittore di polizieschi, anche lui di immenso talento, quando questi lavorerà alla sceneggiatura de "Gli uccelli" prima, e a quella di "Marnie" poi. Patricia Highsmith alcuni anni prima di quella prima realizzazione cinematografica tratta da una sua opera aveva se così si può dire "incontrato" Chandler dando il nome del suo detective Marlowe a un personaggio del suo racconto edito nel 1948: "Una scampanellata per Louisa". Qui Marlowe è un giovane dottore che alla protagonista non piace perché secondo lei troppo giovane per il suo ruolo nonché dal fare troppo sbrigativo. 
In quel 1948 Chandler era intento a scrivere il suo quinto romanzo con Philip Marlowe: "La sorellina", e questo dopo avere sceneggiato per il cinema cinque film prima di "Stranieri in treno", ricavato appunto dal romanzo della Highsmith. In questi sedici racconti della scrittrice texana si può dire che nessuno fra loro appartenga al genere poliziesco, sebbene alcuni siano sul punto di passare il confine così come succede nella vita reale, dove basta a volte un niente per scivolare nell'orrore. È il caso di "Un uomo tanto gentile", dove un pedofilo adesca una bambina residente in un quartiere povero invitandola a fare un giro sulla sua auto, ma la mamma interviene al momento giusto e la cosa per fortuna salta. Oppure come nel delicato "Mattinata radiosa", dove il protagonista stringe amicizia con una bambina ma tutto fa presupporre che l'uomo: seppure un solitario disadattato, da lei non voglia altro che un affetto sincero. Ma è il racconto "Le finestre magiche", scritto intorno alla metà degli anni Quaranta che forse resta più impresso per la bellezza del suo stile e per i personaggi principali che lo animano, dove un uomo solitario intento a passare le sue solitarie serate al bar di un lussuoso albergo newyorkese incontra una donna anche lei sola. L'atmosfera intensa quasi malata ispira in chi la legge un'emozione particolare. Perché "Una bella ragazza è come una melodia", dicono i versi di una canzone diffusa dagli altoparlanti dell'hotel, "una musica di sottofondo che non faceva da sottofondo a niente, in quella sorta di calice eternamente vuoto rivestito di tappezzeria, di tappeti persiani e di modanature dorate". Se non è Chandler o Mc Bain, poco ci manca. E tutto questo scritto da una ragazza di 24-25 anni. Dall'America la giovane Patricia si trasferirà in Europa: Francia dapprima e Svizzera poi. così come il suo coetaneo Frédéric Dard. La Highsmith che era approdata in Svizzera nel 1963, nel 1995 vi morirà, a 74 anni appena compiuti, essendo morta ad Aurigeno, Canton Ticino, il 4 febbraio 1995, dopo avere lasciato un lascito di 22 romanzi e 10 raccolte di racconti. In Europa aveva trovato un'attenzione superiore a quella avuta nel suo Paese di origine.  

 Antonio Mecca

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