IL GIALLO DELLE 16:00

IL MANTELLO DEI LADRI
capitolo cinque

Prima di recarmi in agenzia feci una capatina in ufficio, a prelevare l’assegno firmatomi dalla cliente il giorno prima. Anche qui avevo una segreteria telefonica, in collegamento con quella di casa. Lampeggiava, e immaginai facilmente da quanto tempo. Riportava infatti la medesima telefonata ascoltata a casa la sera prima, che riascoltai per intero nel caso dopo questa ce ne fosse qualcun’altra. Non c’era. Così aprii il cassetto, presi l’assegno, controllai che non fosse stato compilato con inchiostro simpatico - soprattutto la cifra a me destinata - e lo portai in banca affinché andasse a rimpinguare l’esiguità del mio conto corrente. Ritirai duecento dollari e mi recai all’agenzia Belton. Si trovava in Wilshire Boulevard, a metà circa del viale fiancheggiato da alte, lussureggianti palme, provviste di grossi, coriacei tronchi. Le chiome fronzute parevano quelle di giovani afro americani la cui testa fosse perduta in un sogno: quello di una patria d’origine mai conosciuta e proprio per questo diventata per loro mitica.
Parcheggiata la macchina in un posteggio a pagamento distante circa trecento metri dall’agenzia, tornai a piedi ed entrai in un grande locale occupato da cinque impiegati, due erano impegnati a discorrere con dei clienti. Mi avvicinai a uno dei tre rimasti liberi, una ragazza carina e sapientemente svestita, che mi sorrise permettendomi di constatare la regolarità e la bellezza della sua dentatura. Nonché, sistematasi meglio, la scollatura generosa dalla quale si affacciava un seno procace.
- Buongiorno, Cosa posso fare per lei?
- Vorrei sapere se riconosce in quest’uomo un vostro cliente.
Le mostrai la foto di Peter Anderson.
Il sorriso della ragazza restò, sebbene di molto diminuito.
- Lei è un poliziotto?
- Privato - specificai mostrando il documento che lo attestava. - Quest’uomo è scomparso da alcuni giorni e la moglie vorrebbe sapere per dove. Le mostrai anche i due depliant.
- Questi li ha forniti la sua agenzia.
Lei li prese e li sfogliò. Poi disse:
- Vorrebbe sapere se l’uomo è stato nostro cliente recandosi in queste due località?
- Esatto.
- Adesso controllo. Io personalmente non me lo ricordo.
- Manca da casa ormai da quattro giorni - precisai. - Potrebbe essere venuto qui non molti giorni prima.
La ragazza si alzò dopo essersi scusata e andò fino a un armadio grigio di metallo da dove estrasse un grosso contenitore di cartone contenente le matrici delle registrazioni inerenti la vendita di biglietti di viaggio o di pagamento riguardante i soggiorni. Una impiegata meno giovane ne approfittò per sorridermi a sua volta così come una volta usava fare dispensando quella magia tipica di chi è giovane e bella. Non era di molto più giovane di me, e l’esperienza che la vita le aveva insegnato l’aveva resa più paziente e psicologa nei confronti degli uomini. Risposi al suo sorriso con il mio, lanciando un messaggio in codice che comprendeva il sempre meno tempo che avevamo a disposizione e la necessità di incontri anche fugaci con i quali scaldarsi vicendevolmente senza però aspettarsi molto di più. La ragazza tornò da me, ticchettando con foga tutta femminile e giovanile.
- Ecco - disse. - Qui ci sono le matrici riguardanti tutti i nostri clienti fino a sei mesi fa. Adesso darò una controllata.
Cominciò a ritroso dai giorni immediatamente precedenti quello attuale, sfogliando le matrici e ogni tanto scuotendo la graziosa testolina in senso negativo, con un sorriso enigmatico sulle belle labbra sensuali. Poi, all’improvviso, ebbe come un’illuminazione. Sollevò la testa dal registro e afferrò i depliant che le avevo prima mostrato e che giacevano sopra il ripiano della scrivania. Li osservò brevemente e disse:
- Questi depliant sono stati distribuiti dalla nostra agenzia a partire non più tardi dell’altro ieri.
Lei ha detto che la persona in questione è scomparsa da quattro giorni, vero?
- Infatti.
- E allora non può averli presi lui, perché fino a pochi giorni fa ancora non ce li avevano inviati.
- I depliant si possono prelevare gratuitamente, è così?
- Certo. Li lasciamo all’ingresso, in modo che le persone possano munirsene senza bisogno di interloquire con noi.
Riflettei sulla faccenda, ma c’era ben poco da riflettere. Quei depliant non era stato Anderson a procurarseli perché al momento già scomparso da casa e forse anche da questa terra.

Antonio Mecca

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