IL PERSONAGGIO DEL LUNEDI’ ENRICO MATTEI

29 aprile 1906 - 27 ottobre 1962

Enrico Mattei nasce in una modesta famiglia marchigiana. Il padre è un Sottufficiale dei Carabinieri mentre la madre fa la casalinga. Fanno parte della famiglia oltre a Enrico altri quattro figli. I figli sono tanti, il danaro poco ma i due genitori si ingegnano per non far mancare nulla. Grazie a loro Enrico e i fratelli Umberto, Maria, Ester e Italo vivono un’infanzia e un’adolescenza serena.

Nel 1919 il padre va in pensione e la famiglia si trasferisce da Acqualagna a Matelica. Per il giovane Enrico Mattei si apre un nuovo mondo  pieno di stimoli e di opportunità; ad Acqualagna gli abitanti svolgono le mansioni di pastore o di agricoltore mentre a Matelica lavorano in aziende dedite alla concia delle pelli alla lavorazione della pietra e del ferro. Arrivati a Matelica il suo primo impiego è quello di verniciatore  in una azienda che produce mobili in ferro battuto. Successivamente entra in una conceria dove da fattorino diventa prima operaio e poi operaio specializzato, aiutante chimico, vicedirettore e direttore. Nel 1928 la conceria, a seguito di una grossa crisi economica che investe l’Italia, deve cessare l’attività. Enrico Mattei non si perde d’animo e si reca a Milano presso la Max Mayer per trovare un’occupazione. La Max Mayer che lo conosce da lunga data inquanto da molti anni fornisce alla conceria  vernici e smalti per la concia delle pelli, lo assolda come venditore. Dopo qualche mese l’azienda tedesca Loewenthal gli propone la rappresentanza in Italia dei suoi prodotti, lui accetta e lascia la Max Mayer. Questo nuovo rapporto commerciale gli permette di approfondire le conoscenze sui prodotti chimici nonché di capire le reali esigenze dei clienti.

Nel 1931, continuando i rapporti con la Loewenthal, assume due operai e apre una piccola fabbrica di emulsioni per conceria. Dopo tre anni gli operai sono venti e i clienti continuano ad aumentare. Le porte del successo si aprono da li a poco quando riesce a produrre un prodotto per zuccherifici che sostituisce tutti quelli importati.

Nel 1936 sposa l’austriaca Margherita Paulas.

Nel 1943 comincia a frequentare il Partito Popolare.

Nel 1944 gli viene proposto il posto di rappresentante della Democrazia Cristiana nel Comitato Militare del CNL. Lusingato dalla proposta e desideroso di aiutare in prima linea i partigiani accetta la proposta ed affida l’azienda ad uno dei fratelli.

Nel 1945 il Governo gli assegna il compito di mettere in liquidazione l’AGIP, un’azienda petrolifera creata durante il ventennio fascista. Lui non la mette in liquidazione, la riorganizza  e con i proventi dalla vendita del metano da vita, nel 1953, all’ENI. Tra il 1948 e il 1953 svolge anche l’incarico di Deputato nelle linee della Democrazia Cristiana.

Nel 1962 l’ENI ha un fatturato di 357 miliardi, quasi 56.000 dipendenti e 15 petroliere. L’azienda, inoltre, investe 209 miliardi e un utile di 6 miliardi. Numeri  pazzeschi di un colosso guidato da un uomo solo, capace di impedire alle Compagnie Petrolifere anglo-statunitensi, riunite nel Cartello delle  Sette Sorelle, di esercitare il loro super potere anche in Italia e di far nascere l’OPEC, l’importante organizzazione dei paesi esportatori di petrolio.

Alle 18.55 del27 ottobre 1962 il suo aereo personale, mentre sta avvicinandosi all’aeroporto di Linate, esplode vicino Pavia.

Enrico Mattei con il suo lavoro e le sue intuizioni ha reso possibile all’Italia di avere un’importante azienda petrolifera almeno trent’anni prima delle altre Nazioni dell’Europa Occidentale.

A cura di Flavio Fera

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