IL ROMANZO DELLE ORE 20

Il RIFUGIO di Albertina Fancetti - Trentacinquesima puntata

Roberta e Adriano continuavano ad alternarsi nell’assistere Gabriele durante la degenza in ospedale.
- Non mi avete ancora detto chi mi ha soccorso - disse il ragazzo.
- È stato Paolo a salvarti. Anzi, per la verità è stata Dolly con i suoi guaiti. Lo ha convinto a uscire dal Rifugio, dove stava cenando insieme a un certo Emilio. La cagnetta li ha condotti fino a dove c’eri tu, a terra privo di conoscenza. Deve essere stato uno spettacolo terribile - disse Roberta.
- E tu, come hai saputo che mi trovavo qui? - chiese ancora Gabriele.
- Paolo ha avvisato tuo padre. Adriano è corso subito qui ed è rimasto tutta la notte. Appena arrivato in pronto soccorso faticavi a respirare perché le costole fratturate ti avevano bucato il polmone destro. I medici ti hanno operato prima al torace e poi alla testa. La mattina successiva, quando stavi ancora in rianimazione, Adriano mi ha avvisato e sono venuta subito qui. Ero molto sconvolta, ma ti assicuro che tuo padre era a pezzi. Non avrei mai immaginato che ti amasse così tanto… forse non lo sapeva neppure lui fino a quel momento. Piangeva come un bambino e i medici hanno dovuto somministrargli un sedativo. - Roberta raccontava con voce ancora commossa gli avvenimenti di quelle ore oscure.
- Allora valeva la pena di farmi quasi ammazzare - sussurrò Gabriele, tentando di sorridere.
- Ti amano tutti tesoro. Non sai che processione di persone si è susseguita in questi giorni. I medici erano molto contrariati, hanno dovuto mandare via tutti perché stavi ancora troppo male per poter ricevere visite, ma vedrai che nei prossimi giorni non avrai davvero il tempo di annoiarti. E poi guardati intorno…
La piccola camera asettica conteneva un tavolino carico di fiori e regali. Gabriele riconobbe Stellina, la scimmietta di Fragolina.
- Questa l’ha voluta lasciare la bambina di Ursula, ha detto che ti avrebbe fatto compagnia - disse Roberta illustrandogli i vari doni. - Valeria ha portato questi biscotti e Paolo quei libri che appena starai meglio potrai leggere. Questo gioco per il computer te lo regalano Lorenzo e Alice e questa bellissima agenda da manager i tuoi compagni di università. È venuta anche una ragazzina, una certa Sonia. Mi sembrava disperata, ha voluto vederti a tutti i costi. Piangeva, mi ha detto che è stata tutta colpa sua. So che è stata interrogata dai carabinieri, è per merito suo che gli aggressori sono stati arrestati così presto, sono tutti minorenni e ora si trovano rinchiusi al Beccaria.
Gabriele chiuse gli occhi cercando di ricordare, ma la sua mente era ancora troppo confusa. Adriano rientrò nella stanza, permettendo così a Roberta di andare a rifocillarsi. Entrambi gli rimasero accanto per accogliere gli amici che arrivarono a far visita al ferito. Il giorno di Natale Gabriele cominciava a sentirsi meglio. I controlli neurologici segnalarono una stabilizzazione della situazione. Ricevette con piacere l’arrivo dei visitatori. Per prima arrivò Valeria, affettuosa come sempre. Poi fu la volta di Cristiana e Andrea che si fermarono a lungo, coinvolsero anche Roberta nelle loro chiacchiere vivaci, sebbene le due ragazze si osservassero reciprocamente con aperta curiosità. Si lasciarono con il proposito di organizzare una uscita in coppia, non appena Gabriele si sarebbe ripreso. Paolo arrivò con Emilio che strinse il ragazzo in un abbraccio commosso.
- So che ti devo la vita - disse Gabriele a Paolo. - Ancora non riesco a ricordare quello che mi è accaduto quella sera e continuo a chiedermi da chi sono stato aggredito e perché.
- Sono dei teppisti che abitano nel quartiere vicino al Rifugio. Ce l’avevano con te a causa di Sonia che, prima di conoscerti era la ragazza del loro capo, un piccolo spacciatore che ha alle spalle una famiglia già nota alle forze dell’ordine. La ragazza si è infatuata di te e li ha scaricati. Allo scopo di punirla l’estate scorsa hanno abusato di lei nella maniera odiosa, tipica del branco - raccontò Paolo.
- Per questo era cambiata, sembrava così spenta, povera ragazza - disse Gabriele.
- Sì ha subito violenza senza avere nessuno con cui parlarne. Non ha un bel rapporto con la madre. Dopo l’interrogatorio ha dovuto essere seguita da uno psicologo che ha consigliato il suo allontanamento da quell’ambiente - spiegò Paolo.
- E di quei tre? Che ne sarà di loro? - chiese ancora Gabriele.
- Sono rinchiusi al Beccaria, anche loro saranno seguiti da uno psicologo, soprattutto quello che ti ha colpito con la sbarra, manifesta gravi disturbi della personalità. Fra l’altro hanno confessato di essere stati loro a distruggere la tua bicicletta. Purtroppo abbiamo sottovalutato quell’episodio che conteneva invece un messaggio allarmante - disse Paolo contrito.
- Vorrei parlare con loro. Pensi che sia possibile? - chiese Gabriele.
- Forse più avanti, quando ti sarai ripreso. Non dimenticare che te la sei vista brutta.
Ursula Fragolina e Ciro La Rocca si presentarono prima di sera e lo rassicurarono sulla salute di Axel. Roberta era tornata a casa a riposare, dopo tanti giorni di completa dedizione. Anche Adriano, rassicurato sulla ripresa del figlio, era rincasato promettendo di tornare il giorno seguente. Per ultima giunse Sonia, lo abbracciò non riuscendo a trattenere le lacrime. Appariva ancora più triste e provata.
- Sono venuta a salutarti. Me ne vado. Mi trasferisco a Benevento. Mia zia mi ha trovato un posto come commessa in una panetteria, non credo che mi servirà l’inglese, ma sono contenta di averti conosciuto e non dimenticherò mai il tempo che ho trascorso con te. Dopo quello che è accaduto, la polizia mi ha consigliato di cambiare aria, quando Giuliano uscirà dal Beccaria cercherà di vendicarsi e so bene di cosa è capace. Spero di non portare più sfortuna a nessuno… Mi dispiace tanto Gabriele, ma non avrei mai immaginato che se la sarebbero presa con te - disse la ragazza in tono accorato.
- Non è colpa tua Sonia… e forse non è neppure colpa loro. Ci sono delle situazioni che dobbiamo cercare di combattere, perché generano solo violenza e dolore. Io continuerò a lavorare con i volontari del Rifugio proprio perché qualcosa cambi. Tutti dovrebbero avere la loro occasione per migliorare, come hai fatto tu - rispose Gabriele commosso.
Si abbracciarono con affetto, poi Sonia scappò via e non l’avrebbe rivista mai più.


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