IL ROMANZO DELLE ORE 20

Il RIFUGIO di Albertina Fancetti - Trentaseiesima puntata

Valeria guidava attraverso la città semi deserta, era la mattina di Natale, tutti stavano a casa a scartare i regali o a preparare il pranzo. Anche lei era ansiosa di tornare per godersi il primo Natale di Matteo. Soltanto la visita a Gabriele, cui era molto affezionata, l’aveva spinta ad allontanarsi dalla sua nuova famiglia. Era felice di averlo trovato migliorato, era giovane e si sarebbe ripreso presto. Da più di due mesi non parlava con sua figlia, però stava spesso in contatto con Carlo, il compagno di Simona, dal quale riceveva sue notizie.
- Non approvo l’atteggiamento che Simona dimostra nei tuoi confronti e ho cercato di farle capire che sbaglia, ma tu sai quanto è cocciuta tua figlia, bisogna aspettare che ci arrivi da sola e allora sono certo che ti chiederà perdono - la consolava Carlo.
Quando arrivò a casa, Valentina stava allattando il bambino e le chiese subito notizie di Gabriele.
- Sta molto meglio cara, forse lo dimetteranno in tempo per la festa dell’Epifania che stiamo organizzando al Rifugio.
Quando Matteo terminò la sua poppata, Valeria lo prese in braccio per farlo digerire. Era molto cresciuto e cominciava a sorridere con la boccuccia rugosa. Valentina lo adorava e non lo lasciava un minuto. Insieme avevano cominciato a fare progetti per la sua istruzione. In autunno, quando il piccolo sarebbe stato svezzato, la ragazza avrebbe ripreso gli studi scegliendo il percorso che riteneva fosse più adatto a lei. Di Matteo si sarebbe occupata Valeria durante la mattinata, riservando il pomeriggio all’attività del Rifugio a cui non intendeva rinunciare. Quando il bambino si fu addormentato, Valeria diede gli ultimi tocchi al pranzo, mentre Valentina apparecchiava la tavola in soggiorno ornandola con candele e agrifoglio. Suonò il campanello ed entrambe si guardarono stupite, non aspettavano nessuno. Valeria andò ad aprire guardando prima dallo spioncino… era Sandro.
- Ciao Valeria, Buon Natale! - disse imbarazzato, porgendole un grosso pacco.
- Buon Natale anche a te Sandro! Entra, non stare lì impalato sulla porta - esclamò Valeria.
- Ti trovo molto bene, mi sembri radiosa - disse Sandro, un po’ stupito.
- Infatti lo sono, ma vieni, ti presento una persona - lo invitò Valeria.
Vide Sandro irrigidirsi alla vista della tavola apparecchiata per due, poi scorse la ragazza e un sorriso di sollievo gli comparve sulle labbra.
- Ciao Romita, Buon Natale anche a te! - le disse.
- No Sandro, non si chiama più Romita. Adesso il suo nome è Valentina Poletti ed è la mia figliola adottiva - spiegò Valeria con una punta di orgoglio. Il marito la guardò restando senza parole.
- Ma accomodati se vuoi, stavamo proprio per andare a tavola - aggiunse con un sorriso.
- Mi fermo volentieri se non vi dà fastidio - accettò Sandro.
Consumarono la prima parte del pranzo in un silenzio imbarazzato, poi Sandro decise di rompere il ghiaccio e parlò apertamente del motivo che l’aveva spinto a tornare a trovarla.
- Avrei preferito parlarti da solo, ma visto come stanno le cose… tanto vale che ti dica che ho capito di aver commesso un grave errore andandomene da casa e sono venuto a chiederti di poter tornare, se mi vuoi ancora - disse apparentemente contrito.
- Sandro, io ti voglio ancora molto bene e potrai venire a trovarci e fermarti a cena tutte le volte che ne avrai voglia, ma vedi qui le cose sono molto cambiate. La nostra camera da letto non esiste più, è diventata la nursery dove dorme Valentina con Matteo, il suo bambino appena nato. Io mi sono sistemata nella camera che apparteneva a Simona e l’unico posto dove potresti riposare è il divano del soggiorno. Ma non credo proprio che tu sia disposto ad adattarti con gioia e serenità a questa nuova situazione. Io ho scoperto che sono molto più serena da quando posso decidere della mia vita a modo mio, senza dovermi preoccupare dei tuoi rimbrotti - disse Valeria in tono gentile, ma fermo. - Capisco! Devo dire che hai fatto molto presto a cambiare la tua vita - disse Sandro lievemente risentito.
- È successo tutto così velocemente e ho dovuto assumermi decisioni molto impegnative, delle quali peraltro vado fiera - replicò Valeria.
- È curioso, di solito si viene rimpiazzati da un amante, qualcuno con cui ci si può confrontare, magari anche vincendo - disse Sandro.
- Con Valentina e Matteo perderesti in partenza, sono la mia nuova famiglia, hanno bisogno di me quanto io di loro, siamo molto felici insieme - disse Valeria.
- Va bene, ho capito. Per il momento continuerò a vivere nel residence dove mi sono rifugiato ieri sera dopo aver lasciato la casa di Lory - disse Sandro con un tono da vittima.
Valeria non diede seguito alla conversazione, non era affatto curiosa di conoscere i particolari della loro separazione, anche se li poteva facilmente immaginare.
- Te ne avrei parlato se fossimo rimasti in contatto, ma tu sei scomparso in tutti questi mesi…
- Avevo paura… temevo che tu stessi troppo male e non me la sentivo di…
- Di assumerti la responsabilità della mia disperazione? Grazie a Dio non ce n’è stato bisogno! -disse Valeria, con velato sarcasmo.
- Lo ammetto, sono stato un vigliacco e uno sconsiderato - ammise Sandro.
- No Sandro, sei sempre infantile e il solito egoista, nulla di più. Io ti amavo molto e mi ero abituata ai tuoi difetti, come del resto tu ai miei. Ho sempre cercato di accudirti, di essere condiscendente proprio come si fa con i bambini. Ora di bambino ce n’è uno piccolo che dorme di là e tutta la mia attenzione è per lui e per questa ragazza.
- Vuoi vedere il bambino, Sandro? - chiese Valentina tutta orgogliosa.
- No, magari un’altra volta. Ora vado da Simona, grazie per il pranzo e ancora Buon Natale!
Sandro uscì frettolosamente da quella che era stata la sua casa. Valentina era rimasta molto delusa che Sandro non avesse voluto vedere il suo bambino.
Anche Valeria si era sentita ferita, tuttavia, quella mancanza di sensibilità le confermava che la sua decisione era giusta. Sandro non avrebbe mai potuto accettare serenamente una convivenza con loro, era quindi opportuno che si trovasse una sistemazione diversa.
- Non so cosa dire, non mi aspettavo tutte queste novità, e Sandro appariva sgomento.


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