L'ora dei bambini di Lillian Hellman

Rivediamo sempre volentieri i grandi film del passato

Tra i bei film degli anni Sessanta ce ne è uno del 1961 che si rivede sempre volentieri per la qualità dell'interpretazione, della regia e della scrittura, sebbene il tema trattato non sia dei più piacevoli a causa dell'omosessualità femminile e del conseguente disprezzo che la società perbenista e ipocrita le riserva, cercando appunto di confinare in riserva le persone coinvolte. 
Il film ebbe una sua prima versione venticinque anni prima: 1936, sempre diretto da William Wyler. La sceneggiatura era tratta dalla commedia  "L'ora dei bambini", della scrittrice Lillian Hellman, che la rappresentò nel 1934, a 29 anni, essendo nata: a New Orleans, il 20 giugno 1905.
Lillian Hellman è stata soprattutto una commediografa, ma anche nei quattro libri autobiografici da lei scritti e nelle 15 sceneggiature cinematografiche alle quali collaborò cercò di imprimere l'oro delle sue convinzioni politiche.
Lillian rappresentò per tutta la sua esistenza una resistenza al fascismo e all'intolleranza più bieca. 
Cresciuta a partire dall'età di cinque anni a New York, dove la sua famiglia si era trasferita e dove si laureò alla Columbia University, nel 1925 conobbe per poi sposarlo lo sceneggiatore Arthur Kpober, che poi seguirà a Los Angeles quando il neo marito trovò lavoro nel mondo del cinema. La loro unione però non fu come quella che rappresenta gli States sulla bandiera americana, non produsse cioè le decine di stelle che la caratterizzano in quanto a rispettivi Stati, ma fu uno stato precario che si trascinò per sette anni, fino alla classica crisi del settimo anno, e cioè al 1932, dove complice l'incontro con lo scrittore Dashiell Hammett la giovane Lillian si separò da Arthur per mettersi con Dashiell.
Nel 1937 la scrittrice costituì una società insieme ai colleghi Hemingway, Dos Passos e al poeta Archibald Mac Leish per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione di un documentario antifascista voluto da Hemingway e da lui scritto e intitolato "Cuore di Spagna", sulla guerra civile spagnola contrastante la dottrina di Francisco Franco avvenuta l'anno prima con un colpo di Stato ad opera del generalissimo. Il testo venne letto da Orson Welles, e riscosse un buon successo. Quarant'anni dopo, nel 1977, il regista Fred Zinnemann realizzerà il film "Julia", con Jane Fonda nel ruolo della Hellman e ambientato durante la seconda guerra mondiale, dove si descrive l'amicizia delle due giovani donne: Lillian, e Julia, appunto, nonché la figura del compagno della Hellman: Dashiell Hammett.
Probabilmente fu "L'ora dei bambini", commedia del 1934 trasposta in film nel 1936 e poi nel 1961, che diede alla commediografa americana il suo più importante successo. Lo scandalo nato e fomentato dalle malignità di una bambina viziata e cattiva che per vendicarsi della, secondo lei. eccessiva severità dell'insegnante Karen diffonde la voce che lei e la sua collega Martha sono intime in maniera morbosa. Crea così uno scandalo nella società americana degli anni Trenta prima e degli anni Sessanta poi tale da determinare la chiusura del collegio prima e la morte per suicidio di Martha poi, nonché l'abbandono da parte di Karen del suo fidanzato Joe, perché convinta che l'uomo finirebbe per essere sempre sfiorato dal dubbio che quelle accuse: pur avendo finito per rivelarsi infondate, sarebbero da lui sempre state messe in dubbio. Inoltre la confessione fatta da Martha a Karen di essere stata innamorata di lei, sconvolge l'amica, che nel finale si vede uscire sola dal cimitero dove Martha è stata appena sepolta. Audrey Hepburn, reduce dal successo precedente di "Colazione da Tiffany", film a colori sofisticato e brillante, qui passa a un film in bianco e nero che trasuda il dramma che sta descrivendo e che anche nel volto magro e quasi ascetico di questa giovane donna: 32 anni all'epoca, eccessivamente magra per tutta la sua non lunga vita, mostra la tristezza e la disperazione che l'anno colpita. La sua partner Shirley MacLaine è all'altezza della sua collega, e trasmette non poche emozioni agli spettatori. Lillian Hellman, della quale si dice abbia rappresentato meglio di chiunque altro l'utilizzo di un testo letterario o teatrale come denuncia sociale e politica, ha saputo descrivere meglio di altri scrittori del suo grande Paese le contraddizioni che una nazione contradditoria, come l'America è, offre e soffre di continuo ancora oggi. La Hellman morirà a Tisbury, nel Massachusetts, cinquant'anni dopo l'uscita della sua commedia, il 30 giugno 1984, all'età di 79 anni. Età che spesso rappresenta per non pochi scrittori il passaggio verso un'altra e forse alta dimensione che talvolta intravediamo ma non vediamo.
Antonio Mecca

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