LETTERATURA UNIVERSALE

a cura di Stelio Ghidotti
Cuore - Edmondo De Amicis

INCIPIT - Oggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla sezione Baretti a farmi iscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna, e andavo di malavoglia. Tutte le strade brulicavano di ragazzi; le due botteghe di libraio erano affollati di padri e madri che compravano zaini, cartelle e quaderni, e davanti alla scuola s'accavalcava tanta gente che il bidello e la guardia civica duravano fatica a tenere sgombra la porta. 

FINIS - Garrone fu l'ultimo che abbracciai, nella strada, e soffocai un singhiozzo contro il suo petto: egli mi baciò sulla fronte. Poi corsi da mio padre e da mia madre. 
Mio padre mi domandò: - Hai salutato i tuoi compagni?
 - Dissi di sì.
- Se c'è qualcuno a cui tu abbia fatto un torto, vagli a dire  che ti perdoni e che lo dimentichi. C'è nessuno?
- Nessuno, - risposi.
- E allora addio! - disse mio padre, con la voce commossa, dando un ultimo sguardo alla scuola.
E mia madre ripeté: - Addio!
E io non potei dire nulla.