MARZO

Racconto poliziesco di Macc Tony

Il poliziotto salutò l’uomo, fece un cenno di saluto al figlio che ancora si arrabattava nella tortuosità della spiegazione e uscì. La via cominciava ad animarsi per il traffico del rientro serale. Pendolari che lasciavano la città temporaneamente nella speranza di lasciarla un giorno definitivamente, furgoni che completavano gli ultimi trasporti della giornata per poi riprendere con i primi la mattina successiva, auto delle Forze dell’ordine che pattugliavano una città sempre più grande nella sua periferia sempre più estesa e sempre più insufficienti per coprirne il raggio di azione, autoambulanze la cui lugubre sirena spaventava i più sensibili e infastidiva i più egoisti, motocicli il cui rombo di motore ricordava spesso il muggito di una vacca e velocipedi i cui ciclisti sovente pedalavano più forte del dovuto assumendo non di rado sul volto che spesso era quello di una donna l’espressione ottusa dell’ecologista che sa di agire nella giusta maniera mentre la maggior parte agisce ancora in quella sbagliata. Come se poi convertirsi in massa alle due ruote potesse garantire lo stesso tenore di vita che le quattro, le sei, le otto ruote pur contribuendo all’inquinamento garantiscono per i rifornimenti del cibo e degli altri beni necessari.

Scalise individuò l’agenzia, incastonata tra una delle sempre più rare cartolerie e uno dei sempre più numerosi bar rilevati da cinesi. Era più piccola rispetto a quella in precedenza visitata, e forse per questo a gestirla era una sola persona:un’impiegata, una ragazza dell’apparente età di ventiquattro anni scura di capelli e di occhi, sia gli uni sia gli altri lucenti e lisci. Con un sorriso che le mise in mostra la dentatura perlacea salutò per prima il suo probabile cliente. 

- Buongiorno.

- Buongiorno – rispose Scalise, mostrando anche a lei il proprio distintivo. – Sto effettuando una ricerca su una persona che potrebbe avere fatto una prenotazione in questa agenzia. Il suo nome è Andrea Marelli. La prenotazione dovrebbe essere avvenuta di recente. La ragazza non apparve né meravigliata né preoccupata. Semplicemente apparve, perché certe bellezze femminili sono come delle apparizioni celestiali.

– Controllo subito. Non le ci volle molto. Del resto le donne sono spesso più brave degli uomini in molte cose, tecnologia in primis. Il poliziotto, nonostante l’età e l’esperienza, non di rado si commuoveva nell’osservarle alle prese con il loro lavoro quotidiano, perché nei loro confronti provava come una sorta di affetto paterno. Si rendeva conto che forse un sentimento del genere non sarebbe stato apprezzato da queste perché forse sarebbe stato inteso come riduttivo nei loro confronti, quasi un punto di vista maschilista nei riguardi del sesso femminile. E’ che molti uomini sono fatti così, pensava Scalise, ma ciò non sottintende una mancanza di rispetto. Se mai, un eccesso di amore.

- Eccolo qui – esclamò la ragazza. – Andrea Marelli. Sì, è un nostro cliente. Già in precedenza si è rivolto a questa agenzia per una prenotazione, sempre riguardo un albergo di Roma.

- E questa volta, invece?

- Questa volta ha prenotato per quattro giorni all’hotel Oceania, in via Firenze, dal quindici al diciotto marzo. 

- Quindi, è ancora lì…

- Dovrebbe.

Il poliziotto cavò dalla tasca il telefonino e compose il numero di quello del collega romano, che rispose dopo il secondo squillo.

- Ciao, Scalise… Novità?

- Sì. Morelli si trova a Roma, all’hotel Oceania di via Firenze, al numero 38.

- Via Firenze? Se non ricordo male Clara Gamber prima del matrimonio risiedeva in una casa situata proprio in questa via - mormorò Cardona. – Be’, grazie, Scalise. Alla prossima.

- Fammi poi sapere.

Ma il suo collega aveva già interrotto la comunicazione. Scalise tornò a rivolgere la propria attenzione alla ragazza.

- Grazie per la collaborazione. Mi è stata davvero utile.

- Si figuri. Per così poco…

- Il poco offerto da una bella ragazza è sempre molto – le ricordò lui, con un sorriso. Con un sorriso tendente all’amaro Cardona approdò in via Firenze. La via in questione si trova in una traversa della ben più lunga e larga via Nazionale, la strada che partendo da piazza della Repubblica già piazza Esedra procede leggermente in declivio fino a costeggiare sulla destra il palazzo delle Esposizioni, museo realizzato in stile neoclassico così simile a un bianco tempio greco, mentre più giù – sulla sinistra – c’è il palazzo barocco ospitante la sede della Banca di Italia, che forse perché su una strada in pendenza si trova spesso su una brutta china. La via Firenze si inerpica fino a raggiungere la via XX settembre e – sulla destra – la piazza San Bernardo con l’omonima chiesa, un edificio ottocentesco a forma di tamburo che originariamente color arancio: il colore caratteristico della vecchia Roma, era stato poi scelleratamente ridipinto in giallo limone, per cui attualmente con lo strato d’arancio sottostante che tendeva a riemergere, aveva formato un colore ibrido che ricordava una marmellata di agrumi i cui semi non avevano attecchito nella giusta maniera.

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

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di Albertina Fancetti
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