MILANO CITTA’ D’ACQUA – parte prima

Le varie funzioni del Redefossi

Milano è sempre stata una città d’acqua. A vederla adesso non si direbbe ma in passato i numerosi fiumi limitrofi e l’abbondanza di risorse idriche nel sottosuolo, la resero una città opulenta, ammirata e decantata da molti: rogge, fontanili e canali, contribuirono al suo sviluppo sociale ed economico. Tra questi vi era un fossato, meno noto di altri ma di estrema importanza, che da ormai quasi sette secoli sta aiutando i milanesi. Pur avendo cambiato più volte le sue funzioni passando da difensivo, agricolo, scolmatore e infine fognario, questo canale esiste ancora e, per quanto interrato nell'area urbana, è ancora visibile fuori città. Il suo nome è Redefossi (Redefosso) o Retro Fossum. Che sta alle spalle. Che protegge.
Prima di raccontare la sua storia e per evitare di fare confusione, cominciamo con un piccolo ordine cronologico dei fossati comparsi nel tempo perché a ogni nuovo cerchio d'acqua è sempre corrisposto un balzo in avanti di Milano.
Il primo fossato venne scavato intorno al 300 d.C. sotto l’Imperatore Massimiano Erculeo, che fece di Milano la capitale dell’Impero Romano di Occidente. Il percorso, a ridosso delle mura erette per difendere la città, corrispondeva alle odierne Vie Montenapoleone, Durini, Verziere, Delle Ore, Pecorari, P. da Cannobbio, Maddalena, Cornaggia, Stampa, Circo, Cappuccio, Nirone, Magenta, S. Giovanni sul Muro, Cairoli (Largo), Cusani, Dell’Orso e Monte di Pietà. Questa piccola cerchia, alimentata dalle acque del Seveso, confluiva nel Canale della Vetra per poi scaricarsi nella Vettabbia.

Riccardo Rossetti

Continua domani ore 13,00


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