IL FASCINO ACCATTIVANTE DI UN DURO GENTILE

Il Fred della musica leggera

Ricorre quest'anno l'anniversario della morte di Fred Buscaglione, sempre ricordato cantautore sia da chi ha avuto modo di ascoltarlo dal vivo, sia da chi seppur appartenente alle nuove generazioni ha modo di apprezzarlo ascoltando i suoi dischi.
La bravura istrionica del musicista cantante risalta ancora adesso, mediante l'interpretazione di canzoni da lui scritte in collaborazione con Leo Chiosso, paroliere e autore di testi teatrali e televisivi. Ferdinando "Fred" Buscaglione era nato a Torino il 22 novembre 1921, e sarebbe poi morto a Roma il 3 febbraio 1960, in un incidente stradale mentre guidava la sua potente Thunderbird rosa, che andò a schiantarsi contro un camion. Fred era all'apice del successo, conquistato negli ultimi anni con canzoni dall'impatto facile provviste di buona musica e testi, riecheggianti i personaggi dello scrittore americano Mickey Spillane. Il giovane Fred si era iscritto all'età di 11 anni al conservatorio Giuseppe Verdi della sua città, dal quale uscirà tre anni dopo sia perché i suoi genitori non potevano più permettersi di pagare la retta, sia perché insofferente nei riguardi della musica classica. Durante la sua adolescenza il ragazzo apprese a suonare vari strumenti, tra i quali contrabbasso e violino, pianoforte e tromba. Scoppiata la guerra voluta da Hitler e Mussolini, Buscaglione venne a un certo punto internato dagli americani in un campo di concentramento in Sardegna, ma qualcuno degli ex nemici ora diventati alleati riconoscendone il talento gli permise di far parte dell'orchestra alla stazione radio alleata di Cagliari.
Dopo la guerra il musicista fece ritorno a Torino entrando a far parte di diverse band musicali e da lì partendo per numerose tournée in una delle quali, a Lugano, conoscerà - nel 1949 - l'acrobata tedesco-marocchina Fatima Robin, che sposerà nel 1953 per poi separarsi nel 1959. Nel dopoguerra Buscaglione aveva conosciuto il quasi coetaneo Leo Chiosso, appassionato lettore di polizieschi americani con cui scriverà varie canzoni, molte delle quali vengono ancora eseguite quali: "Che bambola", "Eri piccola così", "Teresa non sparare", "Guarda che luna".
Il personaggio proposto da Fred, che con abito gessato, cappello da gangster, baffetti alla Clark Gable al quale del resto somigliava, si ispira ai personaggi dello scrittore Spillane, creatore del duro detective privato Mike Hammer, in voga in quegli anni.
Nel 1955 Fred Buscaglione inizia a incidere questi suoi pezzi, che uniti a quelli di altri suoi validi colleghi formeranno uno sfaccettato mosaico creando un ponte che solca una parte del cielo punteggiato di stelle dello Star System. Il primo disco contiene il brano "Che bambola", che venderà circa un milione di copie. Fred lavorerà molto in quella seconda metà degli anni '50, incidendo canzoni, esibendosi sul palco dei night, apparendo alla TV, registrando spot pubblicitari e anche in qualche film per il cinema, fra i quali "Noi duri" a fianco di Totò rimane quello più rappresentativo.
Dopo una cena in un locale romano alla quale partecipò anche la diciannovenne Mina ancora Bay Gate, Fred Buscaglione salì a bordo della sua potente auto americana per finire di lì a poco per schiantarsi contro un camion transitante in zona Parioli. Lui che poco tempo prima aveva detto che, tempo un paio di anni, si sarebbe ritirato dalle scene prima che il pubblico gli voltasse le spalle - praticamente quello che di lì a poco farà l'altrettanto grande Renato Carosone - finì per ritirarsi in anticipo e definitivamente sulla tabella di marcia a causa di una marcia alta di automobile, morendo all'età di 38 anni. Trentotto. Come il calibro di pistola che spesso compare nei libri polizieschi di quel periodo per mettere fine all'esistenza di farabutti dal wisky facile e la pistola dalla pallottola sempre in canna.  
Antonio Mecca


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