Note e dissonanze

Non sarà più la “Sala del Grechetto” 


Sta per tornare al suo posto, in un bel salone della Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani, Il Ciclo di Orfeo, composto da ventitré tele raffiguranti il Mito di Orfeo e attribuite fino a poco tempo fa al pittore Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto. Ma quando questo accadrà, è probabile che la sala cambierà denominazione,  perché i più recenti studi di Alessandro Morandotti e Vittoria Orlandi, come anche una monografia di Gianluca e Ulisse Bocchi, hanno dimostrato che il vero autore di questo ciclo è stato il pittore Carl Borromäus Andreas Ruthart, che lo dipinse tra il 1654 e il 1659 su commissione di Alessandro Visconti. Insieme a lui collaborarono altri maestri, tra cui il fiammingo Livio Mehus. Uguale parere era stato espresso dagli organizzatori della mostra “Il Meraviglioso mondo della natura. Una favola tra mito e scienza”, allestita nel 2019 al Palazzo Reale. Tra i tanti dipinti che ci ha lasciato Ruthart alcuni sono rimasti dalle nostre parti. Tra questi, vanno ricordati otto quadri che si trovano a Villa San Martino di Arcore, una volta monastero benedettino, oggi di Berlusconi. 

Con la recente attribuzione sarà impossibile che la Sala del Grechetto mantenga la storica denominazione che la caratterizza da oltre un secolo. Peraltro sarà riprogrammata anche la sua tradizionale funzione. Infatti i dipinti ritorneranno, ma l'ambiente in cui saranno reinseriti diventerà un’area museale e quindi non potrà più ospitare convegni ed eventi culturali come in passato. In compenso milanesi e turisti potranno ammirare Il Ciclo di Orfeo restaurato, che darà nuovo risalto alle tele del pittore fiammingo del seicento, nato a Danzica, che finì i suoi giorni come umile monaco nel convento della basilica di Collemaggio a L'Aquila. (dal Corriere della Sera, 9 novembre 2020)


Un altro Famedio di uomini illustri 

Al Cimitero Monumentale, superato il Famedio, dal cortile centrale si ammira una grandiosa struttura in granito rosa di Baveno. È un’edicola fatta costruire nel 1924 dall’architetto Marco Pallanti per la sua famiglia e usata anche come rifugio antiaereo nel periodo bellico. Dal 1973 è di proprietà del Comune e i milanesi la considerano un secondo piccolo Famedio perché qui sono sepolti quattro uomini illustri, che non sono nati nel capoluogo lombardo ma sono legati alla storia della nostra città. Sono il musicista Giovanni D’Anzi e l'attore Walter Chiari, entrambi di origine pugliese, la storica e critica d’arte Fernanda Wittgens, di padre svizzero, e l’ingegnere Hermann Einstein, padre di Albert, premio Nobel. 

Molte persone conoscono bene Giovanni D’Anzi, autore della milanesissima “O mia bela Madunina”, scritta e musicata nel 1934. Altrettanto famoso è stato l'attore comico Walter Chiari che ha recitato spesso a Milano, in particolare al Teatro Nazionale. Alla sua morte, nel 1991, ben duemila cittadini gli resero omaggio nella chiesa di San Pietro in Sala. Hermann Einstein, trasferitosi prima da Monaco a Pavia per un progetto di illuminazione urbana, in seguito si stabilì a Milano, in via Bigli, con la sua famiglia, mentre Albert rimase in Svizzera. Fernanda Wittgens è stata la prima Rettrice dell’Accademia di Brera e nel 1940, durante l'ultimo conflitto, mise al riparo molte tele e sculture della Pinacoteca. Fu lei, inoltre, che si impegnò per portare nella nostra città la Pietà Rondanini. (dal Corriere della Sera del 15 novembre 2020)


In omaggio della Madonnina del Duomo 


Molti milanesi sapranno che fino agli anni ‘50 nessun edificio della città poteva, per legge, superare l’altezza di 108 metri, che corrispondeva a quella della Madonnina del Duomo. A infrangere questo tabù, nel 1958, fu il famoso architetto Gio Ponti con la progettazione e realizzazione del Grattacielo Pirelli, il cosiddetto “Pirellone”, alto 127 metri. In segno di rispetto (o forse per far perdonare il sorpasso), sulla sua cima venne sistemata una Madonnina in miniatura. Nei decenni seguenti altre Madonnine risultano essere state collocate sulla cima di altri grattacieli e di recente anche sul Palazzo Lombardia e sulla Torre Isozaky, a City Life.


A cura di Luciano Marraffa

Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni