PER GLI AMANTI DEL GIALLO

Continua ogni giorno, sempre alle ore 9:00, il romanzo Nero su bianco di Antonio Mecca . Saranno graditi commenti, consigli e comunicazioni.

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La polizia effettuò i dovuti rilievi sulla macchina di Gage constatando lievi danni sul paraurti anteriore e confrontandoli poi con quelli del paraurti posteriore o di ciò che ne rimaneva dell’auto di Galton. La Scientifica riuscì a trovare tracce della vernice della carrozzeria della Mercury di Galton sul paraurti dell’auto di Gage. Così costui fu costretto a confessare. Consigliato dal suo team di avvocati affermò di avere tamponato Sam senza volerlo né riconoscerlo, e che poi: spaventato dalle conseguenze, era fuggito lasciando la vittima senza cercare di prestarle i dovuti soccorsi. Quindi il suo non era stato un omicidio volontario, bensì un incidente di percorso. Un percorso che lo avrebbe condotto ora diritto al carcere. Sebbene, con le varie attenuanti, avrebbe finito per cavarsela pur sempre a buon mercato.  
     Mi recai a casa della mia cliente per il dovuto congedo.
     - Mi ero sbagliata - mi disse nel farmi entrare in casa, la stessa abitazione che occupava da vari decenni, e mai abbandonata. - Pensavo che Sam fosse stato vittima di Carlton.
     - E così è in un certo senso - dissi, - visto che Tod si è impadronito di molte opere partorite dall’ingegno di suo figlio apponendovi il suo nome. Per ciò che riguarda la morte, invece, la si deve a Gage e anche, seppure per via traversa, alla ragazza che hanno amato entrambi.
     - Sam è stato sempre turlupinato dalle donne.
     - Non solo lui, - potei rassicurarla. Le chiesi poi che cosa avrebbe fatto nell’immediato.
     - Curerò gli interessi postumi di mio figlio, cercando tramite avvocati di far ammettere a Carlton che molti brani da lui firmati sono opera di Sam. Ho già convocato la stampa per stasera.
     - Stia attenta a non farsi mangiare tutto il suo patrimonio, Maria - la avvertii. - Queste vertenze sono lunghe e costose, e spesso non conducono a nulla.
     Mi alzai per andarmene. Lei mi fermò con un gesto della mano.
     - Aspetti. Si merita una gratifica.
     Protestai per la forma. Si trattava di un assegno di cinquemila dollari.
     - La ringrazio, signora Galton - dissi nell’accettarlo. - E le auguro buona fortuna.
     - Grazie. Anche a lei.
     Uscii per fare rientro a Hollywood. 
     Poche settimane dopo, quando Sarah partorì, diede alla luce un bambino di pelle chiaroscura. Il figlio da lei avuto era stato fatto in collaborazione con Galton, che aveva come si suole dire apposto la sua firma: nero su bianco!

Fine