IL RACCONTO DEI LETTORI

Riflessioni di una mela

Eccomi qua, sospesa a questo ramo, con un bruco vorace che mi divora dall’interno. Possibile che l’evoluzione non abbia pensato di dotarci di uno sfintere per espellere questi fastidiosi parassiti? O forse si pensa che sia bello farsi mangiare la polpa?
Tutti se ne fregano di noi nonostante i nostri immensi meriti.
E voi umani, esseri sgraziati che vi ritenete tanto intelligenti, chi vi ha dato il dono della conoscenza del bene e del male e, con esso, la libertà e il libero arbitrio? Ma una mela, naturalmente!
Quei due se ne stavano tutto il giorno oziosi mangiando bevendo ed espletando attività corporali. E quanto puzzavano perché manco gli veniva in mente di lavarsi. Abbiamo dovuto accordarci con serpente affinché, tramite noi, divenissero esseri consapevoli e fuggissero da quella prigione.
E a chi si deve il merito della scoperta della legge di gravità? A Newton? Figurarsi! Siamo noi che gliela abbiamo suggerita. Cadi oggi, cadi domani, sempre più vicino, alla fine abbiamo dovuto fargli un bel bozzo perché quel testone riuscisse a capire.
E quel contadinotto svizzero di cui mi sfugge il nome?
Era miope, non avrebbe centrato un’anguria da tre metri. È stata una mia antenata, coi suoi poteri paranormali, ad attirare la freccia e a far nascere la leggenda e tutto il pandemonio che ha poi portato all’indipendenza svizzera.
Oddio, chi è che mi tasta, chi mi stacca dal ramo?
Ahia qualcuno mi sta mordendo.
Ma voi pensate veramente che ci piaccia essere prese a morsi?
Già, per voi siamo buone solo per succhi e strudel.
Ahiaaaa

Gianpiero Palazzolo

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