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Ritoccare Milano

Anche in un periodo di crisi Milano si fa il maquillage per apparire più interessante agli occhi dei suoi visitatori. Infatti sono in via di attuazione le operazioni di restauro di alcuni monumenti cittadini, che rappresentano personaggi della storia e della cultura ambrosiana. Si è iniziato con il restauro già completato delle statue dedicate a Carlo Porta e a Carlo Cattaneo. Il restauro del monumento del Porta, forse il più grande poeta dialettale di Milano, risale a pochi mesi fa in occasione della ricorrenza del bicentenario della morte. La statua, una riproduzione in bronzo di un monumento in marmo distrutto dai bombardamenti dell'ultima guerra, si trova dal 1966 tra via Larga e piazza Santo Stefano. I lavori al monumento di Carlo Cattaneo, ritenuto il padre del pensiero federalista, sono durati tre mesi. Il monumento con la sua cancellata, che è stata ripulita, si trova in via Santa Margherita, quasi all'inizio della centrale via Manzoni. Un intervento conservativo ha riguardato pure il “Centauro” di Igor Mitoraj che si trova presso la fontana di piazza Enzo Paci alla Barona e la statua dell’Italia turrita ai giardini Montanelli. Il restyling  dei monumenti consiste nel ripulire le superfici in bronzo e pietra da incrostazioni di lavori antichi, di inquinanti atmosferici e di altri generati dai mezzi di superficie in transito nelle vicinanze. L’assessore all’Urbanistica e Verde Pierfrancesco Maran prevede prossimamente la conservazione e la valorizzazione del monumento a Garibaldi di piazza Cairoli, innalzato nel lontano 1895 e che soffre per la concentrazione d’inquinanti sulla superficie. Per rimanere nelle vicinanze è in via di attuazione il progetto definitivo per la piazza Castello, che verrà rimessa a nuova vita con 184 piante e altre aiuole, pavimentazione in granito bianco di Montorfano e beola grigia. Nel frattempo si stanno restaurando alcune fontane ornamentali, per lo più fatte oggetto di vandalismi, tra cui le due fontane di via Perini a Quarto Oggiaro e quella delle vasche di via Bruno Cassinari a Santa Giulia. Nella lista di attesa per la pulizia sono pure la statua di Emilio De Marchi ai giardini di via Palestro, la Croce di Sant'ulderico in piazza San Nazaro in Brolo, i monumenti a Felice Cavallotti in via Senato e a Luciano Manara, all’accesso dei bastioni dei giardini di via Palestro. Oltre al restauro di monumenti storici della città si stanno rivisitando 180 edifici del capoluogo lombardo, abbandonati o fatti preda di vandalismo e di ricovero abusivo. Si verificherà il loro attuale stato di salute; se alcuni stabili risulteranno molto dissestati saranno demoliti, per gli altri si progetta di riqualificarli e renderli a nuova vita. Tra questi vi sono strutture che si possono definire monumentali o che comunque sono nella storia di Milano e aspettano da tempo un diverso destino. Come l’ex macello comunale di viale Molise, l’Istituto Marchiondi di Baggio, il Palazzo di Cristallo al Rubattino e in via De Marchi il Cementone di Greco che sarebbe dovuto diventare il centro di calcolo delle Ferrovie dello Stato, ora immensa area abbandonata. Per alcuni edifici, che soprattutto possono essere utilizzati per soddisfare la continua fame di edilizia popolare, si sta già facendo qualcosa. È il caso di 5 edifici esistenti in via Argelati, appartenenti all'ex gruppo Ligresti. Erano stati costruiti negli anni Ottanta per ospitare funzioni produttive, ma sono rimasti incompiuti e poi abbandonati e in preda a occupazioni abusive. Il progetto prevede il completo ripristino dei 5 edifici, il loro uso per l’edilizia popolare  e in parte per i servizi sociali. Secondo l'opposizione presente a palazzo Marino tutti questi interventi di recupero dei monumenti e di  riqualificazioni degli edifici abbandonati dovrebbero essere doverosi e di ordinaria amministrazione, ma si può rispondere che comunque fatti in questo periodo critico sono da segnalare. 
Luciano Marraffa

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