Sguardi

Tabaccherie: nuovi sportelli dell'anagrafe

Dopo le edicole si è aggiunto a Milano un altro importante presidio fisico di prossimità per la “città a quindici minuti”. Le tabaccherie sono i nuovi sportelli sotto casa che possono rilasciare certificati anagrafici. La Convenzione è stata appena firmata dal Comune di Milano con la FIT  (Federazione  italiani tabaccai), che dal 10 aprile ha fatto partire per ora 32 tabaccherie presenti in diversi municipi della città. Questi nuovi sportelli convenzionati offrono ai cittadini la possibilità di chiedere uno o più dei 14 certificati previsti al costo massimo di 2 euro e di essere serviti in pochi minuti. Milano non è la prima città italiana che prevede questo nuovo servizio per i cittadini; nella rosa dei Comuni ci sono ad esempio Torino, Benevento, Cagliari, Lucca e Bari. Milano comunque si fa paladina del progetto in altre città estere, le quali mostrano interesse a imitarla. È da considerare che la metropoli lombarda da tempo stava lavorando per la diffusione capillare dell’anagrafe, che la pandemia in certo modo ha accelerato anche all’altro tassello dei tabaccai. I cittadini, dopo il discreto utilizzo delle edicole per l’anagrafe sembrano voler accogliere volentieri questa nuova opportunità tanto che sono previsti altri punti di riferimenti di questi battezzati ”nuovi sportelli di quartiere”; sono infatti ben quattrocento tabaccherie in lista d'attesa che si stanno attrezzando per offrire  lo stesso servizio sotto casa. I dati del mese di marzo danno conferma del successo del servizio delle edicole: i certificati rilasciati sono arrivati a quota 222.015, per ora solo il 2,9 per cento del totale dei certificati rilasciati, superando i tradizionali sportelli che hanno rilasciato 1.769 atti, appena lo 0,8 per cento dei documenti, Il restante quasi 95 per cento dei certificati rilasciati è stato ottenuto dal portale web e dalla versione App del “fascicolo del cittadino”, a dimostrazione della raggiunta maturità digitale dei milanesi. Con il supporto delle edicole e tabaccherie, - ha spiegato l’assessore ai Servizi civici Roberta Cocca, - possiamo contare su oltre 110 punti operativi sul territorio, che coprono tutti i quartieri della città, con un servizio in continua espansione per vivere davvero la città a 15 minuti”.

Non solo strade ma monumenti alle donne

Si è avuto modo di ricordare in questo giornale la mancanza di strade denominate a donne celebri e in particolare a quelle che hanno lasciato un segno nella storia di Milano. Qualcosa si incomincia a fare per rimediare a questo torto. Sussiste però ancora nella nostra città la quasi assoluta assenza di monumenti in marmo e statue in bronzo per ricordarle. Le uniche immagini femminili rappresentate dagli scultori sono madonne, sante, martiri o figure allegoriche come la statua all'Italia nei giardini Montanelli o le Grazie di Salvatore Fiume in piazza Piemonte. Solo nel settembre 2019 nella metropoli è stata inaugurata, in via Vittor Pisani, la statua all'artista Rachele Bianchi, la prima dedicata a una donna. Nello stesso periodo la presidente della Commissione Welfare Angelica Vasile presentava al Consiglio comunale una mozione approvata poi all'unanimità per chiedere che venisse promossa la realizzazione del primo monumento dedicato a una donna. Per la stessa motivazione si sono mossi gli esponenti milanesi dell’organizzazione per i diritti umani EveryOne Group che hanno lanciato un appello al sindaco Sala e agli assessori interessati alla cultura, all'urbanistica e alla delegata per le pari opportunità. Hanno suggerito alcuni nomi di donne che si sono distinte nella storia milanese, ad esempio Agnese Visconti (martire), Beatrice d’Este, Cecilia Gallerani, Giuditta Pasta, Maria Gaetana Agnesi (matematica), Cristina Trivulzio Belgioioso, Ada Negri, Maria Callas, Alda Merini, Fernanda Pivano, Camilla Cederna. Contemporaneamente si è cercato di coinvolgere le scuole perché approfondissero e indicassero delle figure femminili che si sono distinte in campo artistico, scientifico, politico. L’assessore alla cultura Filippo Del Corno sé impegnato a individuare l’artista che dovrà realizzare la scultura, che in realtà costerebbe molto. È impossibile però stornare fondi dai servizi essenziali del Comune. Allora si va a caccia dello sponsor privato. Ma in questo periodo sarà difficile trovarlo. E il nome dell'eroina da celebrare? Ancora non si sa con precisione. Vasile puntualizza: “Per evitare che ci siano strumentalizzazioni politiche che farebbero perdere di vista il valore del progetto abbiamo deciso di partire con figure di donne lontane nel tempo in modo che non ci siano pretesti che blocchino o rallentino l’operazione”. Quindi il nome del personaggio femminile è ignoto, lo sponsor non risponde perché non sa per quale compito impegnarsi e poi le elezioni comunali alle porte sono un'incognita. Il tempo darà ragione dello svelamento del nome, della memoria rinvenuta delle dimenticate o del ritorno al velo del passato.

Luciano Marraffa


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