Sguardi

La scuola dei Quartieri

A Milano molti conoscono  le scuole civiche ma non nella stessa misura la Scuola dei Quartieri. È un progetto del Comune di Milano con l’iniziativa dell’Assessorato al Lavoro e alle Attività Produttive che cerca di far emergere idee o solo una semplice intuizione nuova per migliorare la qualità della vita dei quartieri, dei servizi di vicinato, per riutilizzare al meglio spazi chiusi o trascurati, così da incentivare e contribuire a creare anche opportunità di lavoro e un progetto utile per chi vive nei quartieri. In che modo? Attraverso un Bando pubblico raccoglie le adesioni di gruppi di cittadini (di almeno 2 persone) che vogliono impegnarsi in questa direzione. Possono parteciparvi tutti i cittadini di qualsiasi età e titolo di studio, appartenenti all’Unione europea o stranieri con permesso di soggiorno. Il Bando prevede sostanzialmente due fasi. Nella prima fase si raccolgono le domande dei gruppi che propongono le idee da sviluppare per il quartiere. A un certo punto vengono selezionate le idee migliori e quindi i gruppi che hanno il maggior punteggio vengono ammessi a un percorso di formazione avanzata attraverso la Scuola dei quartieri, la quale insegna tutto ciò che serve per trasformare l’idea nuova in attività pratica. Il corso è tenuto da esperti di una rete di 10 organizzazioni specializzate nello sviluppo delle comunità e nel sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione sociale. Le lezioni si svolgono per alcune settimane programmate nelle ore preserali, serali e nel week-end per favorire la partecipazione di tutti. Chi termina il percorso di formazione avanzata si candida alla seconda fase del bando che prevede entro una certa soglia di disponibilità: “una Borsa di progetto fino ad un massimo di 25.000 euro per co-finanziare il primo anno di attività”, dei servizi di affiancamento alla sperimentazione e affiancamento personalizzato dall’avvio del progetto alla conclusione. Ma per ricevere la Borsa di progetto i gruppi dovranno prima costituirsi in un Ente del Terzo Settore o altro soggetto associativo che meglio li qualificano. Alla fine solo pochi gruppi accedono al finanziamento e al sostegno di affiancamento del Comune pur essendo tante le idee e i microprogetti che vengono esclusi e non potranno trasformarsi in realtà per i quartieri. Tanto per fare un esempio, nell’ultimo bando concluso il 14 dicembre 2020 le domande sono state in tutto 85, 74 hanno superato la verifica formale e sono state ammesse alla fase di valutazione, 40 gruppi sono stati selezionati per i colloqui, ma solo i primi 30 in graduatoria accedono al percorso di formazione alla Progettazione. Finora i bandi per la Scuola dei Quartieri sono stati tre, dal primo scaduto il 2 ottobre 2019 all’ultimo concluso l’anno dopo che ha coinvolto gradualmente i quartieri  di Lorenteggio e Giambellino, Lodi- Corvetto e Rogoredo e poi San Siro- Gallaratese- Selinunte, Santa Giulia, San Leonardo, Ca’ Granda- Prato Centenaro- Fulvio Testi, Bovisa- Dergano- Affori- Bruzzano e Parco Nord. Il corso di formazione avanzata si è svolto nei mesi scorsi, tutte le attività comprese tra 6 e 12 mesi sono in via di svolgimento. Chi ha tempo può scorrere i 30 progetti dei gruppi che hanno avuto accesso al percorso di formazione. Sono sicuramente interessanti e possono dare un valido contributo allo sviluppo dei quartieri. Tanto per citarne alcuni: un  forno sociale a disposizione della cittadinanza, un giornale su istagram per raccontare la vita di quartiere. una sala da ballo dove lo swing incontra la disabilità, uno spazio per imparare l’antica arte della riparazione degli oggetti, un bistrot per mettere in rete i commercianti locali, uno studio di registrazione e scuola di rap.

Luciano Marraffa

Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni