TUTTI AI BLOCCHI DI PARTENZA O QUASI

Rieccoci qui, ancora una volta sulla breccia, cari amici

Shakespearianamente saldi sulle nostre posizioni di ripartenza, nell'esatta maniera in cui le avevamo lasciate ma con rinnovato vigore.

Orde di genitori euforici che gozzovigliano e festeggiano al bar perché, finalmente, si sono sbarazzati della non più tanto adorata prole lasciandola a scuola dopo un’interminabile e nefasta DAD: strepitano, sghignazzano e qualcuno sembra pure sbronzo. Anzi, togliamo il sembra perché i prosecchini che allegri traballano sui tavolini alle otto e un quarto del mattino, dissipano ogni dubbio: chissà che bonza dopo pranzo!

Fiumi di lamiere motorizzate che ricolonizzano le nostre ben amate circonvallazioni inebriandoci con le loro emissioni: verrebbe da rimettere la mascherina anche all'aperto se non fosse che tali entusiasmanti miasmi rimarrebbero a riciclo interno mandando nell'arco di breve il cervello in ipossia. Ma di fianco, stoico, il solito runner incede spedito e a gran boccate ingurgita avidamente Pm10 e CO2: forse si sarà evoluto a tal punto da metabolizzarli al posto dell’ossigeno. Questo non gli impedisce di guardarmi storto mentre ginnico saltella sul posto in attesa del verde perché mi sto portando la sigaretta alla bocca. Al suo sguardo di aliena disapprovazione salutista rispondo come al solito: “Vivo a Milano; almeno queste hanno il filtro”.

E che dire delle vecchie e nuove legioni di motociclisti, scooteristi, ciclisti e monopattinisti…Monopattinari? Boh!

Ormai assediati, per non dire afflitti, sia al cinema sia in streaming da super eroi d'ogni tipo provenienti da ogni angolo del globo e dello spazio, dimentichiamo i più coraggiosi, i più indomiti e i più super che si possano immaginare.

Hanno acuito i loro sensi oltre i limiti umani, i loro riflessi sono fulminei e la loro forza trascende il mito.

Non combattono contro il male né tantomeno contro cattivi mascherati. Guardano la morte in faccia ogni giorno mentre i loro nemici aumentano costantemente. Sono i pedoni meneghini che con gran sprezzo del pericolo lottano quotidianamente contro tutte le categorie sopra citate, compresi passeggini assassini utilizzati come arieti di sfondamento da madri feroci. Come i veri eroi sono soli nella loro missione: arrivare sani e salvi al lavoro e tornare a casa dalle proprie famiglie.

Nuovi progetti per torreggianti e moderne costruzioni sono già in divenire: inarrivabili nella loro fulgida bruttezza e incomparabili per la mediocrità dei materiali da costruzione utilizzati.

In ultimo il proliferare di nuovi ristoranti, friggitorie, locali e/o mangiatoie nelle quali non si assapora cibo ma food. Il tutto legiferato dalla onnipresente tendenza bio: bio grano, bio miele, bio vino, bio manzo. Bio dio!

Tutti ti vendono da mangiare, anche le edicole: le poche rimaste. Quando si entra in un negozio si cade in uno stato di confusione mentale: l’insegna diceva “arredamenti” ed esci con due etti di prosciutto crudo.

In compenso se ti serve una ranella (qualcuno sa ancora cosa sono?), sei costretto a espatriare.

A dispetto di molto serio e ancor più faceto, energia positiva e desiderio di ripartire sono palpabili.

Ma in che maniera? Perpetrando gli stessi errori pre pandemia? Senza alcun dubbio.

A Milano la produzione è defunta, la cultura agonizza e le diseguaglianze crescono a dismisura. Una città fatta di consulenze, servizi e immagine che dimentica la propria essenza di concreto pragmatismo e secolare solidarietà per gettarsi in un futuro distopico che in parte stiamo già vivendo senza accorgercene.

Ma se i sinceri auguri della nostra redazione per una nuova rinascita sono rivolti indiscriminatamente a ogni milanese, ancor più lo sono per coloro che non ce l’hanno fatta. Che dopo anni di attività hanno perso il lavoro o sono stati costretti ad abbassare per sempre la claire, compreso Bosoni, lo storico negozio di strumenti musicali in Corso Monforte, meta da decenni di molti studenti del vicino Conservatorio.

Per voi speriamo il meglio e al più presto nuove prospettive. Perché è inutile correre di continuo se non ci accorgiamo di cosa stiamo smarrendo lungo il tragitto. Perché anche voi avete contribuito a sostenere e a far progredire questa città. Perché Milano non dimentica.

Dalla redazione di Viveremilano, buona fortuna a tutti.

Forza, si ricomincia!

Riccardo Rossetti

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