MONICA SOK

La neonata Taut Editori inaugura le pubblicazioni con un volume collettivo internazionale dedicato ai giovanissimi poeti, un segnale di apertura verso le nuove generazioni. Un’accurata ricerca sui nuovi autori anche stranieri -con l’immancabile testo a fronte- introdotti da una scheda a cura di autori già consolidati come David Keplinger, Jack Underwood e Erika Martinez. Il volume, infatti, non si limita a raggruppare una manciata di nomi ma si pone come proposito di offrire un taglio particolare rispetto alla situazione della poesia e al suo continuo e sotterraneo movimento. Il campo di azione su cui operano questi giovani poeti è quello stilistico: conseguire una riconoscibilità immediata pensando alla struttura dei testi, evitando i modelli standard.

In queste pagine passerete dai malagueños Cristian Alcaraz e David Leo alla poetessa siciliana Dina Basso. All’ironia anfibia di Alessandro Biddau (1995) risponde quella scoperta e iperbolica di Augusto Ficele (1992). L’inglese Ella Frears riesce a neutralizzare la finta combinazione dei ruoli nelle dinamiche emotive. Troverete autori che si sono affacciati recentemente per mezzo di convincenti opere prime, come l’umbro Simone Burratti e il fiorentino Lorenzo Cianchi, oppure il gruppo romano cui appartengono Gabriele Galloni e Antonio Merola. Il volume spazia dal giovanissimo Mario Gennatiempo, che vive a Salerno ed è addirittura del 2000, a Federica Gullotta di Faenza e Michele Lazazzera, nato a Matera ma cresciuto a Roma e ora architetto in Belgio. E non manca il russo Aleksandr Malinin che indaga l’inquietudine «ottusa» e meccanica del corpo dentro al sentimento. Unici milanesi sono Iacopo Pesenti (1990), pittore già noto agli addetti ai lavori, Gerardo Masuccio, l’outsider Riccardo Zippo e il celebre artista Diego Marcon. Tra le conferme degli anni ‘80 troviamo Luca Minola e Francesco Maria Tipaldi. Il venezuelano Adalber Salas Hernández, newyorchese d’adozione, propone invece una personalissima forma di epica mentre, a chiudere la rassegna, sono la poetessa cambogiano-statunitense Monica Sok, «cresciuta tra i campi di granoturco e le carrozze amish di Lancaster, in Pennsylvania», il portoghese Tomás Sottomayor (1994), tradotto da Roberto Maggiani, e la poetessa asturiana Sara Torres.
La poesia che scegliamo è di Monica Sok.
Il tema dello sradicamento diventa eco del paesaggio abbandonato dai genitori per fuggire ai khmer. Un trauma ereditario che altera la percezione del mondo.
 

CHIEDI A QUELLI DEL POSTO
Nessuno sa: Come quei cosiddetti rivoluzionari
che avevano così tanta voglia dell’Anno Zero,
si siano trasformati in zanzare. Cioè, zanzare, capito?
Perché non farfalle o falene che si rotolano
nelle fosse comuni - tutti sappiamo che le falene sono bambini
che non ce l’hanno fatta oltre i cinque anni. La mia teoria è che quei viscidi
succhiano il sangue alle loro vittime per dimenticare
a mani nude o con altre specie di mani,
quelle coi denti. Hanno dimenticato. Non dimenticare: Se ti
gratti il braccio così, ti comparirà un enorme pomfo 
uno sfogo, e quelle zanzare continueranno a arrivare.
Te lo dico io. Non grattare via i loro veri nomi.
Il dentifricio non ha effetti lenitivi su quel bozzo,
non questo qui. Ti farò una confidenza: Ogni volta
che sento i loro veri nomi, la pelle mi prude. Il mio nome mi prude,
eccome. Zanzare. Chiamali zanzare. Questa specie non smette
come la cannuccia della zanzara non smette di succhiare il tuo polpaccio.
È allora che ti dico: Non piegarlo.
Schiacciala.

Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni