U. Di Donato - Non più guerra

Umberto Di Donato è nato a Casanova di Carinola il 5 giugno 1935, dov’è rimasto per tre anni.
Nell’agosto del 1958 è approdato a Milano, assunto dalla Banca Commerciale Italiana, presso la quale ha prestato servizio continuato per trentanni.
Si è poi dedicato all’attività professionale.
Uomo eclettico e superattivo non si è solo impegnato nel lavoro ma ha coltivato con passione alcune attività artistiche.
Ha dipinto a olio paesaggi colorati e ha raccolto monete, ma la sua vera grande passione è scaturita da un senso di riconoscenza nei confronti di uno strumento che lo ha agevolato nel suo percorso lavorativo: la macchina da scrivere.
A questo strumento sta dedicando molto tempo della sua vita, avendo fondato il Museo della Macchina da Scrivere di Milano
Ha pubblicato ultimamente i libri:
Il Tasto Magico, La Penna il Tasto e il Mouse e La Scrittura degli Dei e di Braille.

Non più Guerra
La seconda guerra mondiale ha lasciato rovine e macerie in molte città italiane, centinaia di migliaia di morti e tanti tristissimi ricordi nei sopravvissuti. Molti sono stati gli analisti di quel tragico periodo, che hanno cercato di offrire una propria visione storica e politica.
Con questo libro ci troviamo di fronte ai ricordi di un ragazzo che nel 1943 aveva otto anni e ha avuto la sventura di vivere fatti tragici della guerra. È ambientato nella città di Caserta e in particolare in un piccolo paese della sua provincia: Casanova di Carinola. 
L’autore non vuole dare un valore di ricerca storica, ma solo uno spaccato dei propri ricordi e un monito per le nuove  generazioni, mettendo a nudo la sua personale triste esperienza di ragazzo tra i ragazzi, succubi innocenti delle infauste decisioni prese alle spalle della popolazione. Chi segue il susseguirsi degli avvenimenti, degli episodi e degli usi di vita di allora può rimanere incantato dalla freschezza delle descrizioni e dai dettagli lontani nel tempo.
La rievocazione parte dalla descrizione della propria famiglia e dalle vicende del povero fratello morto a ventinove anni colpito da una inguaribile malattia. Sono riportate anche poesie inedite e struggenti del fratello ben consapevole di avere i giorni segnati dal destino.
Il tutto è arricchito da foto di attrezzi e utensili dei tempi perduti, oggi superati da elettrodomestici e macchine moderne.

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