BREVI DALLA LOMBARDIA

I dati sui nuovi contagi e sui decessi mostrano timidi segnali di decrescita.

Devono ancora arrivare le indicazioni delle settimane appena trascorse. Non si esclude un leggero rialzo nei valori.

La Lombardia rimane la regione più colpita se si considera la cifra, oramai raggiunta, delle 10.000 vittime. Secondo una rilevazione Istat che esamina il numero dei decessi, rispetto al 2019 in Lombardia, nel solo mese di marzo, sono triplicati.

Intervistato su questo tema, il dott. Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) si dice fiducioso sull'efficacia delle misure di contenimento in essere.

I nuovi positivi, a suo parere, potrebbero essere le persone che si sono ammalate all'interno delle famiglie. Non è realistico un ritorno alla normalità aspettando di arrivare a zero contagi. Se ne può parlare se il loro numero si riduce a 10 o 20 al giorno ma serviranno strumenti diagnostici per individuarli subito e agire di conseguenza.

Stiamo impiegando tanto tempo per arrivare a 10 contagi in un giorno ma ne basterà molto meno per veder risalire il loro numero se si allentano le misure troppo presto.  

Sul fronte della "strage silenziosa" nelle case di riposo, il numero dei decessi è arrivato a 700. Purtroppo si tratta solo di una stima. Sono iniziati, nel frattempo, i tamponi all'interno delle strutture.

Intervistata in proposito, il sostituto procuratore Tiziana Siciliano ha detto che stanno lavorando su 12 strutture, per ora.

Le ipotesi di reato sono epidemia e omicidio colposo.

Per queste indagini è stato creato un pool dedicato.


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