BREVI DALLA LOMBARDIA

Tratte dall'edizione del tg3 del 15 aprile

A dominare la giornata di oggi sono sempre le indagini nelle case di riposo.

La Guardia di Finanza si è trattenuta fino alla 01:00 al Pio Albergo per acquisire non solo le cartelle cliniche dei 150 deceduti per sospetto covid ma anche quelle di altri pazienti che risalgono al mese di gennaio.

Oltre alle responsabilità sui decessi bisogna fare chiarezza sulle condizioni in cui hanno lavorato gli operatori sanitari. Un altro nodo cruciale per le indagini è la disposizione arrivata dalla Regione per ospitare i malati covid all'interno della struttura. Proprio per questo, la Guardia di Finanza, questa mattina, era negli uffici della Regione per acquisire ulteriore documentazione.

Spostandoci sull'epidemia, si registra il primo giorno di lieve calo nel numero dei contagi e dei decessi. Resta critica la diffusione del virus tra il personale medico.

Su questo argomento è stato intervistato il dott. Harari, pneumologo dell'ospedale San Giuseppe. È ora in quarantena dopo essere risultato positivo.

A suo parere è stato un errore non proteggere i sanitari nelle prime fasi dell'emergenza. Ma anche adesso. I test sierologici di cui tanto si parla, infatti, non sono ancora affidabili.

L'unico modo per capire la positività e la contagiosità delle persone, e questo è cruciale per medici e infermieri, rimane il tampone.


Bergamo: proseguono anche qui l'inchiesta già avviata all'ospedale di Alzano mentre sulle case di riposo siamo ancora nella fase di acquisizione dei materiali per un'eventuale inchiesta.

Preoccupa l'allarme lanciato dai medici di base che parlano di almeno 65.000 vittime così dette "fantasma".

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