E IL CAR SHARING?

Che ruolo può avere il trasporto condiviso nella fase due?

I mesi di confinamento hanno messo a dura prova il trasporto condiviso con le auto a noleggio.
Per molti operatori i mesi di marzo e aprile hanno registrato un crollo della domanda che in alcuni casi ha sfiorato il 90%.
Le automobili dei diversi operatori erano, infatti, utilizzate in prevalenza dai giovani, alla sera, per spostarsi in diversi punti della città e poter parcheggiare quasi ovunque grazie alle convenzioni che questi operatori hanno con il Comune.

Nella ripartenza si è scoperto che alcune idee di guida condivisa possono essere adattate a nuovi scenari.

In primis il principio di lasciare a casa la propria auto per usarne una a noleggio.
I diversi gestori stanno già analizzando le tipologie di nuovi abbonati e le fasce orarie in cui utilizzano i veicoli per rimodulare l'offerta economica.
Si sta già pensando a soluzioni che favoriscano il noleggio su più giorni.
Si spera anche di intercettare il bisogno di nuova mobilità dei pendolari ipotizzando una presenza più importante anche nell'hinterland.
Rispetto alla normalità, l'uso di questo mezzo di trasporto, nelle scorse settimane, è risalito fino al 25%. A frenare è di certo la paura di dover toccare le parti di veicolo usate da altre persone.
I gestori stanno correndo ai ripari inviando mail agli utenti in cui garantiscono la maggiore sanificazione dei veicoli a fronte, però, del rispetto di alcune regole che si possono riassumere in:

- indossare i dispositivi di protezione individuale;

- non trasportare più di un passeggero e farlo solo se non è seduto accanto al conducente

-utilizzare il veicolo solo per gli spostamenti consentiti dalle regole vigenti.

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