FASE 2: NUOVA CIRCOLARE DEL VIMINALE

Il testo integrale della circolare inviata dal Viminale ai prefetti in vista della partenza della Fase 2 dell'emergenza coronavirus in Italia

Il Viminale ha inviato una circolare ai prefetti con le regole che entreranno in vigore a partire da lunedì 4 maggio, data decisa per l’avvio della tanto attesa Fase 2 dell’emergenza coronavirus in Italia. Nel testo, per esempio, si fa chiarezza sul termine “ congiunti“, che ricomprende “i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e di unione civile, nonché le relazioni connotate da ‘duratura e significativa comunanza di vita e di affetti'”, come stabilito da una sentenza della Cassazione del 2014.
L’ambito a cui si riferisce l’espressione congiunti, viene spiegato nel documento, “può ricavarsi in modo sistematico dal quadro normativo e giurisprudenziale”.
Riguardo alle prescrizioni sugli spostamenti, si legge nella circolare, la valutazione dei casi concreti “dovrà essere affidata a un prudente ed equilibrato apprezzamento (…) che conduca a un’applicazione coerente delle disposizioni contenute” nel Dpcm sulla Fase 2.
Il Viminale invita a trovare il punto di equilibrio tra la salvaguardia della salute pubblica da perseguire essenzialmente con il divieto di assembramento e “l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini”.
Nella circolare del Viminale è spiegato che “è consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento”.
L’ultimo Dpcm aveva già aperto alle sessioni di allenamento, a porte chiuse, degli atleti professionisti e non professionisti di discipline sportive individuali, riconosciuti di interesse nazionale da Coni, Comitato paralimpico e rispettive federazioni.
Adesso la circolare, firmata dal capo di Gabinetto del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, autorizza anche alla ripresa degli allenamenti per atleti di discipline non individuali, “sulla base di una lettura sistematica delle varie disposizioni, suffragata da un orientamento condiviso in sede interministeriale”.
Nella circolare del Viminale si legge che il Dpcm sulla Fase 2 dell’emergenza coronavirus in Italia consente il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza ma, una volta rientrati, “non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della regione in cui ci si trova”, a meno che non ci siano “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.
Le aziende non dovranno più inviare ai prefetti richieste di autorizzazione o la comunicazione preventiva per la ripresa delle attività produttive industriali e commerciali. Il sistema sulla verifica della sussistenza delle condizioni per la ripresa viene sostituito con un “regime di controlli sull’osservanza delle prescrizioni” contenuti nei protocolli in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro”.
Nella circolare inviata dal Viminale ai prefetti manca ogni riferimento al modulo di autocertificazione per gli spostamenti. Il testo si limita a segnalare che le circostanze giustificative sugli spostamenti, in caso di controlli, “possono essere forniti nelle forme e con le modalità consentite”. Tra quest’ultime rientra anche il modulo che ha accompagnato gli italiani in queste settimane di lockdown. Per la giustificazione lavorativa può essere esibita “adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini e simili)”.
redazione 1


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