FRANCESCO SAVERIO BORRELLI

Oltre il magistrato

La figura di Francesco Saverio Borrelli, scomparso il 20 luglio, si associa al pool di magistrati dell'inchiesta denominata "Mani pulite" che cambiò per sempre lo scenario e gli attori della scena politica italiana.

Aveva respirato il diritto sin da giovanissimo. Proveniva da una famiglia di magistrati.

Si laureò a Firenze con una tesi dal titolo "Sentimento e sentenza" che aveva per relatore Piero Calamandrei, uno dei padri della nostra Costituzione.

Sono gli stessi anni cinquanta in cui Borrelli si diploma, come privatista, in pianoforte al Conservatorio L. Cherubini della città toscana.

Questa passione per la musica si allarga presto al bel canto tanto che Borrelli e consorte erano habitué delle prime della Scala ma non solo. Al termine della carriera da magistrato, nel 2002, Borrelli diventa presidente del Conservatorio di Milano dal 2007 al 2010.

Non a caso la sua biografia scritta in chiave romanzata dalla giornalista Marcella Andreoli si intitola "Borrelli direttore d'orchestra". La fotografia di copertina lo ritrae con una matita a simulare la bacchetta del direttore e con un tomo di giurisprudenza a simulare uno spartito.

Qualcuno ha fatto notare che questa metafora ben si adatta al suo ruolo di coordinatore del pool di magistrati che indagava su tangentopoli. Antonio Di Pietro, Ilda Boccassini, Gerardo Colombo e Piercamillo Davigo avevano personalità e approcci molto diversi tali da dover essere disciplinati e armonizzati con perizia ed equilibrio.

Ma la musica non era la sua sola passione. A farle compagnia c'era anche quella per la montagna. In occasione di un'intervista, a proposito dei suoi numerosi interessi, lo stesso si espresse così: "Sono un mediocre pianista, un pessimo cavaliere, un pessimo alpinista, un dilettante di professione, ma mi piacciono tante cose che non faccio in tempo a essere professionista in tutto".

Antonella Di Vincenzo

 


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