IL BOLLETTINO DELLA PROTEZIONE CIVILE - 2

Giovedì 9 aprile - Le domande e le risposte dei giornalisti

D: In vista della fase due, cosa si sta valutando per la ripartenza? Si comincerà dalle regioni meno a rischio o dalle professioni meno a rischio?

R: Il comitato tecnico scientifico ha ben chiare le professioni che sono più esposte al contagio così come le aree maggiormente toccate dal virus e quelle che lo sono meno ma potrebbero svilupparlo più avanti. Sarà poi la politica, sulla base di queste riflessioni, a decidere.

 

D: Quando si partirà con i test sierologici e con quali criteri saranno fatti?

R: Il test si farà su un campione che terrà conto di genere, 6 fasce di età (e questa indicazione viene da Istat e Associazione italiana di epidemiologia), un numero limitato di profili lavorativi, e le differenze regionali.

Per il test, che deve ancora essere trovato, dovrà essere molto affidabile, facile da usare su tutto il territorio e rapido nella risposta diagnostica.


D: Preoccupa il numero dei decessi tra medici e infermieri. A quali tutele ulteriori si sta pensando?

Visti i dati positivi, ha senso mantenere ancora le restrizioni?

R: L'epidemia è stata ed è qualcosa di inaspettato. Con il senno di poi, nessun medico avrebbe dovuto ammalarsi e morire. Ora che il tempo e l'esperienza ci hanno fatto conoscere il virus, si lavorerà perché non ci siano più vittime. Locatelli dice che su questo c'è ora un'attenzione "suprema".

Sul mantenimento delle restrizioni, afferma che servono a scongiurare una seconda ondata di contagi. Lo ha ribadito lo stesso ministro Speranza.

 

D: Cosa si sta pensando di fare nelle case di cura in vista della fase due?

Cosa ne pensa, rivolta a Borrelli, della nuova circolare del Viminale che vieta gli spostamenti nelle seconde case in vista di Pasqua?

R: Inizia a rispondere Borrelli. Ringrazia il Ministro dell'interno e ribadisce che non è il momento di abbassare la guardia.

Interviene allora Locatelli a sottolineare il suo rispetto "assoluto per la memoria storica di questo paese". Aggiunge che già da ora bisognerà dare maggiori tutele agli operatori socio sanitari, senza dimenticare le altre figure di supporto come gli addetti alle mense e ad altri servizi.

Resterà il divieto di visita per i familiari.



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