IL DANNO E LA BEFFA

La protesta di bar e ristoranti a Milano finisce con una multa

Nella giornata di ieri, 06 maggio, lo spazio intorno all'Arco della Pace si è popolato di tante sedie colorate. Poste a rigorosa distanza di sicurezza, raccontavano la preoccupazione dei gestori e dei dipendenti di tanti bar e ristoranti che animano la zona.
La paura è di non riaprire quel fatidico 01 giugno come certamente avverrà per almeno 2.000 esercizi. L'altro scenario è di farlo con estrema difficoltà se, causa misure preventive, la clientela sarà dimezzata.
Nelle intenzioni dei manifestanti le sedie dovevano rimanere vuote sulla falsariga di una protesta analoga andata in onda a Berlino qualche giorno prima. Questo sapeva anche la Questura.
Ci sarebbero state cinque persone a presidiare il tutto. Solo che, nel corso della giornata, si sono uniti altri imprenditori creando, di fatto un assembramento.
È intervenuta la Polizia e a una ventina di ristoratori è stata comminata una multa di quattrocento euro per violazione del decreto sicurezza.
La situazione era surreale e triste se si pensa all'imbarazzo degli agenti schiacciati tra dovere e comprensione. Il Questore ha poi ricevuto una delegazione dei gestori nel pomeriggio.
Le richieste dei gestori erano semplici: linee guida precise su come mettere in sicurezza i locali e un aiuto per il pagamento dei tributi allo Stato e al Comune.
Gli aiuti promessi finora inesistenti.
Più voci hanno raccontato di cassa integrazione non ancora erogata e di prestiti rifiutati.


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