Il Pirellone piace ai falchi

Sono tornati Giulia e Giò. Questi i nomi dei due falchi che hanno deciso di mettere su famiglia nel sottotetto del Pirellone. La storia è iniziata nella primavera del 2014, con il ritrovamento di due strani pulcini bianchi nel sottotetto del Grattacielo disegnato da Giò Ponti. E quella fu la prova che il racconto di un rapace in città che si lanciava in picchiata per ghermire in volo cornacchie o piccioni non era una leggenda metropolitana. E venerdì pomeriggio i due falchi hanno esplorato il luogo dove anche lo scorso inverno hanno deposto e poi covato le uova. A breve i naturalisti Guido Pinoli e Patrizia Cimberio che da tempo seguono la famiglia di falchi posizioneranno una seconda web cam sul nido, dopo quella già installata dopo i primi avvistamenti, a 12,5 metri di altezza, al riparo tra i cavi e le unità esterne dei condizionatori d’aria. Ha preso così corpo un progetto di «scienza partecipata» con i lettori che possono collegarsi al sito, osservare il nido e poi comunicare ciò che hanno visto, indicando in modo preciso giorno e orario dell’osservazione, contribuendo così alla raccolta di dati utili a conoscere il comportamento e la biologia di questo rapace e a proteggere l’importante nidificazione a Milano. «Stiamo allestendo la seconda telecamera, ci saranno così due punti di osservazione, con l’aiuto di Federico Lauria, quest’anno organizzeremo incontri e conferenze e momenti formativi. Entro una settimana saranno on line le due telecamere», spiega Patrizia Cimberio. «In questi mesi siamo saliti più volte e abbiamo sempre trovato resti di prede, a riprova che frequentano il sito e quasi certamente torneranno a nidificare».


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