L'OSPEDALE SACCO ISOLA IL CEPPO ITALIANO DEL VIRUS

Il successo dell'equipe di ricercatori guidata da Claudia Balotta

La notizia è arrivata nella tarda serata del 27 febbraio. L'equipe di ricercatori dell'ospedale Sacco guidata dall'immunologa Claudia Balotta è riuscita a isolare il ceppo italiano del Covid-19.

Fu proprio lei a isolare il virus della Sars nel 2003.

Con lei ha lavorato un'equipe di ricercatori di cui la stessa dottoressa, ha voluto fossero resi noti i nomi: Annalisa Bergna, Arianna Gabrieli e Alessia Lai, che come accadde per i ricercatori dell'ospedale Spallanzani di Roma che isolarono la versione cinese del virus, sono "precarie", il ricercatore polacco Maciej Tarkowski e il professore Gianguglielmo Zehender.
Ma che significato ha questa scoperta?
Fino a ora gli scienziati avevano capito come funzionava la versione cinese del virus.

Grazie alle analisi condotte sul materiale biologico dei primi tre contagiati di Codogno, ora sappiamo che aspetto ha la versione italiana del virus.

Questa scoperta apre due prospettive, nel lungo e nel medio periodo.

La fase più lunga del lavoro che prenderà avvio permetterà di capire le differenze fra i due virus, stabilire quale è stato il suo percorso in Italia, quali rapporti ci sono fra il focolaio lombardo e quello veneto e tutti i contagi successivi. Si dovrà lavorare anche sul materiale biologico di altri pazienti. Serviranno settimane per stimare la data esatta dell'arrivo di questo ceppo in Italia e, con buona probabilità, tutti i risultati arriveranno a epidemia conclusa.

Nel medio periodo, fermo restando che il contenimento dei contagi è già un'arma efficace, ci si potrà concentrare sulla ricerca di nuove terapie. L'immunologa, come già anticipato da altri esperti, confida che la bella stagione metterà un freno alla diffusione di nuovi casi.



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