NADIA, UN ANNO DOPO

Cara Nadia,
è passato un anno da quando ci hai lasciato, procurando un grande vuoto tanto più dolorosamente profondo quanto più meraviglioso era stato il tuo rapporto con gli altri, perché la tua carica vitale era talmente intensa da non essersi ancora del tutto esaurita. Hai saputo affrontare il tuo lavoro di giornalista con serietà, tallonando, affiancando e sfiancando l'intervistato di turno con costanza, contribuendo da par tuo alla denuncia dei misfatti compiuti da aziende e loro dirigenti, rei di avere infestato l'ambiente circostante causando malattie e morti. Al pari dei tuoi colleghi de Le Iene tu sapevi andare oltre l'inchiesta per creare un rapporto di interesse che non di rado sfociava anche in un rapporto di amicizia. Tante inchieste affrontate con grinta, avvolte dalla tua meravigliosa bellezza di ragazza buona e simpatica, non artefatta. Al di fuori della corazza di giornalista sapevi creare un fuoco d'artificio di gioiosa simpatia con i tuoi sorrisi, le tue squillanti risate che erano un inno alla vita, che tu amavi. Il tuo fresco viso, i tuoi intensi occhi inducevano a pensare che si affacciassero da un mondo tutto tuo personale su quello esterno, che guardavano con un misto di curiosità e di meraviglia. Illusione, tutto questo? Forse. Ma l'incanto che hai saputo trasmettere a noi spettatori non è prerogativa di tutte le donne, che - diciamolo francamente - gareggiano spesso con gli uomini in volgarità e cinismo; soprattutto nel tuo ambiente. Quello che qualche imbecille definisce un programma di intrattenimento era ed è un programma serio che ha saputo fare le pulci a molti pidocchi i quali si sono ingrassati sul corpo del Paese arricchendosi smodatamente, alla faccia di poveri cristi privi di un seppur minimo potere e costretti ad abbozzare chinando il capo. Tu in questa trasmissione hai saputo farti strada come pochi, lasciando un segno che non è quello di Zorro (vale a dire la volpe) bensì di una splendida "Iena" che non molla la preda fino a costringerla in un angolo per poi poterla meglio sfinire con la sua raffica di domande. Hai saputo metterti in luce anche sulla pagina scritta, perché i tuoi libri non sono soltanto interessanti ma anche ben scritti. I pensieri che contengono (soprattutto nell'ultimo in ordine di apparizione, al quale altri ne seguiranno) mostrano un talento letterario che si sarebbe sicuramente raffinato mano a mano la tua penna avesse continuato. Perché come afferma Stephen King, il talento è come una pietra la quale a furia di venire colpita si affila così tanto da diventare tagliente quanto una lama. E questa lama, servirà poi per falciare le erbacce e far crescere al loro posto spighe di un grano particolare che servirà da nutrimento per la mente e per il cuore. La bellissima trasmissione "Per Nadia" che i tuoi colleghi hanno saputo realizzare trasmessa su Italia Uno giovedì 14 sera ha mostrato in vari momenti tutta la tua grande bravura e l'immensa empatia da te posseduta, che non possiamo non rimpiangere.
Un caro saluto e un forte abbraccio. 
Antonio Mecca

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