VIRUS: I PROGRESSI DELLA CURA CON IL PLASMA

Presentato in Regione il risultato dei test condotti a Pavia e Mantova

Lo scorso 15 marzo avevamo parlato della possibilità di curare il coronavirus usando il plasma dei pazienti guariti. Si trattava di un approccio agli esordi della sperimentazione.

Ebbene, nella giornata di oggi 13 maggio all'Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, Carlo Nicora, direttore generale del Policlinico San Matteo di Pavia e Raffaello Stradoni, direttore generale dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Mantova, hanno illustrato i risultati della sperimentazione con il plasma condotta tra il 17 marzo e l'8 maggio su 46 pazienti in terapia intensiva.
Partiamo allora dai numeri.

Prima di questa cura, la mortalità in terapia intensiva registrata a Pavia e Mantova, laddove è avvenuta la sperimentazione, oscillava tra il 13 e il 20 per cento. A fine sperimentazione era scesa al 6%.
Dopo una settimana di somministrazione la polmonite bilaterale che aggredisce i polmoni si era drasticamente ridotta.

La terapia aveva sortito effetti positivi e presentava anche dei vantaggi:

- l'assenza di controindicazioni;

- la facile reperibilità dei donatori che, è ovvio, vengono sottoposti a diversi controlli medici per garantire loro la massima sicurezza in caso di donazione;

- la certezza di avere plasma con anticorpi del virus che circola nel nostro paese;

- il macchinario che tratta il plasma e lo rende idoneo alla successiva infusione ed è a disposizione di tutti gli ospedali.

Questo è il primo studio sistematico sul plasma come cura e sarà pubblicato su una rivista scientifica nei prossimi giorni.


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