A 107 ANNI SCOMPARE GILLO DORFLES, DOPO UNA VITA NELL’ARTE

Lo straordinario critico d'arte è morto nella sua casa a Milano. Teorico d'arte, pittore e filosofo era nato nel 1910.

Nato a Trieste nell'allora Austria-Ungheria da padre goriziano di origine ebraica e madre genovese, si laureò in medicina, con specializzazione in psichiatria. Parallelamente agli studi in ambito medico, sin dai primi anni trenta si dedicò allo studio della pittura, dell'estetica e in generale delle arti. Considerevole è stato il suo contributo allo sviluppo dell'estetica italiana del dopoguerra. Nelle sue indagini critiche sull'arte contemporanea Dorfles si è sovente soffermato ad analizzare l'aspetto socio-antropologico dei fenomeni estetici e culturali, facendo ricorso anche agli strumenti della linguistica. Arrivò diciottenne nel 1938 a Milano per studiare medicina e specializzarsi in psichiatria e poi spenderci il resto della vita, fino all’ultimo. Il famoso storico e critico dell’arte, pittore e poeta dall’appartamento di piazzale Lavater osservava da decenni il tempo scorrere per gli altri, mai per lui. Gillo Dorfles ha abitato i centri della modernità, le grandi realtà urbane come Milano, Parigi, New York, Chicago e Tokio. Città nelle quali amava soggiornare, per visitare una mostra, incontrare qualche amico, curiosare tra le nuove architetture. Accadeva di vederlo a qualche rassegna, o convegno, e poi sedersi compostamente, ascoltando con apparente attenzione le parole di un relatore. Muore a Milano il 2 marzo, poco più di un mese prima del suo centottesimo compleanno. Alla camera ardente a Cormano (Milano), riservata ad amici e parenti, aperta dalle 8.30 fino alle 18 è un lento via vai. Al suo fianco, il nipote Piero Dorfles, giornalista e critico letterario, da anni al timone del programma radiofonico di Radio3 'Per un pugno di libri'.

Tina Nava


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