A Milano la prima scultura per una scienziata

Prima dell’estate i milanesi potranno ammirare in Largo Richini di fronte all’Università Statale la scultura dedicata all’astrofisica Margherita Hack (Firenze,12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013), nella ricorrenza dei cento anni dalla nascita della scienziata. Il progetto, condotto in modo encomiabile e con grandi risorse da Fondazione Deloitte Italia, è partito con un bando destinato a scultrici donne per una statua “al femminile”, evitando quindi criticabili opere commissionate. Vi è stato quindi il passaggio di maquette e rendering al vaglio di una folta e qualificata giuria presieduta dal critico e accademico Vincenzo Trione, con la presenza anche dell’astrofisica ricercatrice presso l’Osservatorio Astronomico di Brera, Anna Wolter. Infine il traguardo con la proclamazione dell’opera vincitrice.

La realizzazione di questo monumento-scultura è stata fortemente voluta da Fondazione Deloitte e l’AD Fabio Pompei ne ha indicato le motivazioni all’interno di una conferenza stampa presso la Casa degli Artisti. Fondazione Deloitte svolge da tempo una serie di iniziative sull’istruzione per renderla più consona alle trasformazioni dell’economia. Posto che in Italia il numero di laureati è basso rispetto alla media europea, in particolare nelle discipline scientifiche raccolte nell’acronimo STEM e dove la presenza femminile si riduce ulteriormente, questa statua nella sua collocazione diventerebbe emblema e sprone per le studentesse universitarie.

In Italia, donne che hanno raggiunto posti di rilievo nei campi del sapere sono numerose, ma la scelta è caduta su Margherita Hack - conferma Fabio Pompei -  in quanto esempio già nel secolo scorso di donna libera e anticonvenzionale. Infatti Hack, trasportata dalla curiosità e da uno studio appassionato e continuo, non solo si è distinta come accademica nella spettroscopia ed evoluzione stellare presso l’Università di Trieste, ma è stata una proficua divulgatrice avvicinando il grande pubblico ai misteri dell’universo. Si è anche impegnata perché l’approccio alla scienza iniziasse già nelle scuole primarie. A tutto ciò aggiungeva la semplicità della sua persona, un volto sempre aperto al sorriso, la capacità di raccontarsi nella vita di tutti i giorni, dalla dieta vegetariana alla passione per la bicicletta.

Se Fondazione Deloitte donerà di fatto l’opera ai milanesi, impegnandosi negli anni a venire nella manutenzione, il progetto ha visto anche una collaborazione fattiva di Casa degli Artisti, che ha curato il concorso e dell’Ufficio Arte negli Spazi Pubblici del Comune di Milano, che ne ha individuato la collocazione nel centro storico e si sta impegnando per migliorare in generale la toponomastica nella metropoli.

Veniamo quindi all’opera premiata. La giuria esaminando i bozzetti delle otto scultrici si è mossa su un duplice binario, la riconoscibilità fisica della Hack e la percezione della sua scelta vocazionale. Vincitrice è risultata quindi “Sguardo fisico”, di Daniela Olivieri (Bologna, 1977), in arte Sissi, che interpreta la scienziata mentre alza le braccia verso il cielo, come se tenesse in mano un telescopio, invitando all’immaginazione, alla scoperta. I piedi poggiano su una spirale-galassia, perché tutti noi nasciamo e facciamo parte di una galassia: implicito per l’artista come nell’impegno di Hack l’invito alla fratellanza.

Daniela Olivieri è una giovane scultrice, insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in campo internazionale.

Casa degli Artisti accompagnerà Olivieri nella realizzazione dell’opera in bronzo fino alla collocazione in Largo Richini. Presso il suo spazio espositivo di Via Tommaso da Cazzaniga, angolo Corso Garibaldi, 89/A , è possibile vedere, fino al 20 febbraio, tutti gli otto progetti che hanno partecipato al concorso e fra questi il bozzetto di Marzia Migliora cui è stata conferita dalla giuria una menzione speciale.  

Vittoria Colpi

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

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STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
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