MARZO

Racconto poliziesco di Macc Tony

- Immagino che quest’uomo le abbia telefonato, prima di venire da lei ricevuto.

- Sì. Due volte, mi pare. Ha sempre parlato prima con mia moglie. Adesso gliela chiamo. Di lì a poco la porta della stanza dalla quale proveniva la musica alternata alle parole e dalle parole alterata da due conduttori si aprì e fece il suo ingresso una anziana signora. Il poliziotto si alzò in piedi, perché si trovava di fronte a una donna, che era poi la moglie del suo interlocutore, e inoltre ad una attrice: Ileana Cocchetti, molto nota fino a non molti anni prima. Era la stessa donna ritratta a colori, anche se ovviamente non era più la stessa di allora perché i colori della giovinezza erano sfumati fino a svanire e la bellezza del suo viso che fino agli anni Settanta ammaliava dal grande e dal piccolo schermo era oramai soltanto un lontano ricordo.

- Piacere, signora. Commissario Cardona.

- Piacere, commissario – lo salutò con voce che la dentatura artificiale rendeva, come sempre con le protesi, fastidiosa da ascoltare. L’accento che nonostante tutto si riusciva a percepire era una mescolanza di toscano dalla cui regione lei proveniva e dove spesso soggiornava, e romano perché in quella città ci viveva ancora da prima di incontrare l’attuale marito. Questi le disse:  Ileana, il commissario vorrebbe porti qualche domanda su quel tale che è venuto a trovarmi un mese fa.

- Certo, chieda pure. - Vorrei mi riferisse tutto quello di cui si ricorda, signora.

Lei, che già aveva avuto modo di pensarci a lungo, disse: Dalla voce sembrava un uomo ancora giovane, anche se poi mio marito quando lo ha visto mi ha detto di averlo classificato come un cinquantenne. Aveva l’accento del Nord; mi pare infatti che avesse detto di stare telefonando da Milano. Abbiamo parlato anche di alcuni film da me interpretati, e naturalmente dei libri di mio marito che avrebbe voluto incontrare. Ha telefonato due volte, se non ricordo male, mentre la terza è stata quando già si trovava a Roma e ha parlato direttamente con Gabriele. Io lui non lo ho mai visto di persona.

- Non ricorda il nome con cui si è presentato?

- No. Mi spiace. Sa, telefonano molte persone ogni giorno; e quasi sempre per mio marito.

Lo disse con una nota di orgoglio nella voce e uno sguardo d’amore negli occhi, che nonostante gli anni di convivenza e di giovinezza trascorse ancora persistevano nel suo animo. Era più che altro un sentimento di riconoscenza nei confronti dell’uomo che le aveva fatto vivere dei momenti belli, i quali pur lontani nel tempo  continuavano a rilucere nel ricordo come una fiamma lontana ma pur sempre viva nel cuore della notte.

Cardona tornò a rivolgersi allo scrittore.

- Me lo descriva per quanto può ricordarsene. Era alto? Magro? Aveva capelli, e se sì, di quale colore? Idem per il colore degli occhi. Portava occhiali? Era di aspetto gradevole? Nessun segno di riconoscimento sul viso o tatuaggi vari su varie parti del corpo…?

- Dunque… Lo ricordo magro, anche se non magrissimo, senza occhiali, con i capelli castani, mi pare, non comunque scuri. Gli occhi non so di che colore fossero, perché non li ho visti bene da vicino. L’altezza era media, non portava occhiali, e in quanto a segni di riconoscimento non ne ho notati. 

Il poliziotto pensò a cos’altro poteva chiedergli. Poi disse:- Farò effettuare un controllo sulle telefonate ricevute dal vostro telefono. Dopodiché cercheremo di individuare il soggetto. Nel caso telefonasse nuovamente, magari chiedendo un nuovo incontro, vi raccomando di accettarlo per poi subito dopo farcelo sapere. Porse loro un biglietto riportante il suo nome e numero di telefono. Quindi si alzò, porgendo la mano dapprima alla donna e poi all’uomo.

- Grazie per averci avvisato. Con la vostra collaborazione ci sarà possibile individuarlo e farlo parlare.

- Speriamo – confidò lo scrittore. – Perché mi sento in colpa per quelle confidenze.

- Non stia a rammaricarsene troppo – lo consolò il poliziotto. – Non possiamo sempre prevedere le conseguenze dei nostri atti ogni volta che li compiamo – disse Cardona.

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di Giorgio Casalone
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