MARZO

Racconto poliziesco di Macc Tony

La donna scosse il capo, più dolente forse di non sapere rispondere che non per quanto era successo al marito.

- Non lo so.

- Non sa neppure se era la prima volta che passava  parte della notte, o del giorno, da quelle parti, vicino al Colosseo?

Ancora uno scuotimento del capo, ancora una espressione dolente e ancora una risposta negativa.

- Lui cosa le ha detto prima di uscire di casa, e a che ora questo è avvenuto…?

- Non è uscito di casa in serata, ma questa mattina. Mio marito è un regista, e spesso è in giro…era in giro, per buona parte della giornata.

- Anche della notte?

Lei rispose con un singhiozzo solo in parte abortito. Questo termine ricordò a Cardona che la donna non aveva figli, forse perché non voluti o non venuti, e quella casa così piena di libri rappresentava forse il sostituto alla maternità mancata, alla gioia negata di una prole inesistente.

- A volte succedeva – ammise infine.

- Suo marito frequentava altre donne?

Lei evitò di guardarlo, ma non di ascoltarlo.

- Donne che abitano nei pressi della via in cui è stato ucciso? 

- Non lo so – fu la risposta di Clara. – Non era tipo da confidarsi.

“Neppure alla radio?”, pensò Cardona rievocando la trasmissione radiofonica che la scrittrice, nonché conduttrice, teneva per molti mesi l’anno su un canale Rai. Gli era capitato di ascoltarla, e in quelle due ore di programma Clara Gamber – in coppia con un collega omosessuale dalla caratteristica voce di intellettuale gay odiosamente snob, caratteristica spesso non certo rara nel terzo sesso – era  solita dare risposte sensate  alle domande degli ascoltatori, risposte che era più facile applicare agli estranei che non ai consanguinei e, soprattutto, a se stessi.

- Era solito rincasare tardi? – insistette il poliziotto.

- Gli succedeva spesso.

Il commissario annuì.

- A cosa stava lavorando al presente? – che oramai era diventato irrimediabilmente il passato, pensò Cardona.

- Stava preparando un documentario sul cinema in costume degli anni ’50-’60.

- A Cinecittà?

- Anche.

- Va bene, signora. Dovrebbe seguirci all’obitorio, per riconoscere la salma. Dopodiché andremo al commissariato.

Lei annuì, distrutta. Quindi si alzò per andarsi a cambiare.

Cambiare vita, cambiare esistenza. Quante volte Clara Gamber aveva pensato a questo? 

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

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STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
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